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ERNESTO BIONDI. LA SCULTURA VIVA

ARCHIVI: ERNESTO BIONDI. LA SCULTURA VIVA

ERNESTO BIONDI. LA SCULTURA VIVA

Data: 21/11/2007

Periodo: mercoledì 21 novembre 2007

Evento: ERNESTO BIONDI. LA SCULTURA VIVA

Ernesto Biondi (Morolo 1854 – Roma 1917) è stato uno dei più acclamati scultori italiani tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Allievo dell’Accademia di belle arti di Roma, fu artista di respiro internazionale, impegnato tanto nelle commissioni pubbliche (si ricordano le fontane di Cisterna di Latina, Gorga e Montelanico, e il Monumento a Montt e Varas a Santiago del Cile) quanto nei temi di genere di ridotte dimensioni. Lavorò intensamente per finanziare due gruppi monumentali, i Saturnali, premiato all’Esposizione universale di Parigi del 1900 ed acquistato dalla Galleria nazionale d’arte moderna, e le Misere recluse, presentato all’Esposizione universale di Roma del 1911, entrambi caratterizzati dal forte impegno sociale. Fedele ai suoi ideali politici, evidenti nel Monumento a Nicola Ricciotti di Frosinone, scese in campo in più occasioni – nel 1906 capeggiò ad esempio una lista democratica, che vinse le elezioni comunali di Morolo, il suo paese natale – e fu un polemista vulcanico e appassionato, pronto a mettersi in gioco per rinnovare l’ambiente artistico romano o per difendere i contadini della sua Ciociaria.

Questa monografia, promossa dal Comune di Morolo e realizzata con il contributo della Regione Lazio dall’associazione Archivio dell’Ottocento Romano in collaborazione con il Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto e con il patrocinio dell’Università di Roma “La Sapienza”, rende giustizia ad un artista che, a quasi un secolo dalla morte, ancora attendeva uno studio esaustivo. Un gruppo di studiosi, coordinato da Teresa Sacchi Lodispoto e Sabrina Spinazzè, ha analizzato la produzione di Biondi nei suoi diversi aspetti. Nel corso delle ricerche sono state rinvenute opere sconosciute come il Sant’Onesimo della basilica di San Paolo fuori le mura a Roma, le tombe Mengozzi Huber ed Arata Scialdoni del Cimitero del Verano di Roma, le tombe Pietromarchi e Pagliaro della chiesa di San Lorenzo ad Anagni, le teste Nennella e Ciccillo, entrambe di collezione privata, le figurine del presepe Surdi del Museo di Roma e la testa di Pastorello della Galleria d’arte moderna di Cagliari.

Di straordinaria importanza per comprendere l’artista si è rivelato il ricco materiale documentario reperito in archivi e biblioteche, tra cui le lettere inviate a Ugo Ojetti e a Ettore Ferrari, rispettivamente conservate presso i Fondi storici della Galleria nazionale d’arte moderna di Roma e l’Archivio centrale dello Stato, e l’avvincente corrispondenza con Vittore Grubicy, attualmente depositata presso il Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, che comprende più di centocinquanta missive pubblicate integralmente a cura di Monica Vinardi.

I saggi in volume rettificano date, eliminano inesattezze perpetuate dalla bibliografia sull’artista ed aggiungo notizie e fatti di cui si era persa memoria. Dopo un testo introduttivo di Gianluca Berardi, Monica Vinardi affronta gli esordi più commerciali legati alla fonderia Nelli e all’attività per la fabbrica di ceramiche Schioppa & Cacciapuoti. La committenza pubblica è descritta nei contributi di Teresa Sacchi Lodispoto, dedicati alle fontane, al Sant’Onesimo della basilica di San Paolo fuori le mura e al Gaio del palazzo di

Giustizia di Roma, e in quello di Stefano Grandesso sulla scultura monumentale. Teresa Sacchi Lodispoto si è anche occupata dell’interessantissima produzione funeraria. L’opera più nota di Biondi, i Saturnali della Galleria nazionale d’arte moderna di Roma, è ampiamente analizzata da Stefania Frezzotti. I temi sociali, con particolare attenzione al Dies irae, opera cardine del suo realismo politico, e le Misere recluse, eccezionale capolavoro della maturità, sono approfonditi nel saggio di Sabrina Spinazzè.

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