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CARLO BELLOSIO pittore

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Pittore
Carlo
Bellosio

Milano 1801 - Bellagio (Como) 1849

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Biografia

 

Nasce a Milano nel 1801 ed è uno dei principali rappresentanti del Neoclassicismo lombardo. Studia all’Accademia di Brera, seguendo le lezioni di Pelagio Palagi dai cui riceve tutti gli stilemi legati alla pittura classica e accademica. Inizialmente è attivo a Milano soprattutto nella realizzazione di opere sacre: affresca le lunette di San Protaso con la Decollazione del Battista e Il Martirio di San Protaso, ma anche la chiesta del Santo Sepolcro con Episodi della vita di San Carlo. Affianca però, negli anni Trenta, l’attività di decoratore a quella di pittore da cavalletto. Risale al 1835 il David e Saul conservato alla Pinacoteca di Brera, eseguito mentre si sta occupando della sistemazione delle residenze reali torinesi voluta da Carlo Alberto e affidata a Palagi.

Insieme a Vitale Sala si dedica alla decorazione del Gabinetto di Apollo all’interno del Castello di Racconigi, realizzando scene legate al mito di Apollo. Con precisione accademica e costante riferimento ai modelli classici, filtrati da un cromatismo di matrice seicentesca, esegue il Sacrificio dei tori, il ciclo con i grandi poeti del passato, Giove e gli dei dell’Olimpo nella volta della sala da pranzo, Le storie di Ulisse nella Galleria di Eolo e nella Cappella I quattro Evangelisti, Le Sibille e Dio Padre.

Nel 1842, per la Chiesa di San Vittore realizza La Vergine e il Bambino in gloria, l’Educazione della Vergine e Il Martirio di San Vittore. Sempre scelto da Palagi, nella prima metà degli anni Quaranta, lavora a Palazzo Reale a Torino, dove, insieme a Francesco Gonin, affresca il Salone da Ballo con le Danzatrici di chiara ascendenza classica. Mentre un indirizzo leggermente più aggiornato agli stilemi romantici si ravvista nell’Amedeo VIII nell’atto di istituire l’ordine di SS. Annunziata, nel Salone degli Svizzeri. L’episodio storico, ha una verve diversa rispetto agli altri affreschi di tema mitologico o allegorico, come ad esempio il Giove che fulmina i Giganti della Rotonda dell’Armeria.

Nel 1845 compie un viaggio in Russia per studiare da vicino i luoghi da inserire nel Paesaggio della Beresina, dipinto che lascia a metà, perché colto dalla morte proprio durante la sua elaborazione, nel 1849. Una serie di sette opere di impianto storico e mitologico vengono presentate all’Esposizione torinese del 1850, dopo la sua scomparsa: Vittorio Alfieri sta scrivendo la tragedia Saul, L’incontro di Ulisse con Penelope, Il gigante Polifemo, Sacrificio a Cerere, Sacrificio a Vertunno, Il Conte Verde duca di Savoia con allegorie e Il Conte Verde che istituisce l’ordine supremo di SS. Annunziata.

Elena Lago 

Opere

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