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GONSALVO CARELLI pittore

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Pittore
Gonsalvo
Carelli

Napoli 1818 - 1900

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Biografia

 

Nasce a Napoli nel 1818 e viene introdotto al padre Raffaele, vedutista, alla pittura. Precocissimo, espone per la prima volta a soli dodici anni alla Mostra borbonica del 1830. Tre anni dopo, presenta ben diciannove studi di paesaggio a disegno acquarellato, tra cui La piazza di Vicaria, acquistato dalla regina Isabella. Perfeziona la tecnica dell’acquarello prima con il padre e poi con l’inglese William Leight, che lo introduce alla pratica della pittura dal vero. Il legame con gli stilemi della Scuola di Posillipo è subito evidente, non solo dalle scelte tematiche, ma anche dalla libertà e dall’ariosità delle sue vedute.

Ben presto, grazie alla protezione di diverse famiglie nobili napoletane, come i Meuricoffre, riceve una serie di committenze e di riconoscimenti alle mostre borboniche. Nel 1835 espone I Campi Elisi a Bacoli, Tempio di Serapide, Veduta di Castel Capuano, Veduta dell’Arco Felice, Veduta del fortino di Posillipo e Veduta con la Torre della Polveriera a Posillipo. Si tratta degli ultimi acquarelli che espone a Napoli e in cui si firma ancora “Carelli figlio”, prima di partire per Roma grazie ad una pensione.

Il soggiorno romano è preziosissimo per Consalvo, perché vi può approfondire i maestri del Seicento e soprattutto recarsi nella campagna romana a dipingere en plein air, confrontandosi con artisti stranieri. Frequenta gli studenti dell’Accademia di Francia, in cui conosce Bartolomeo Pinelli e Horace Vernet, l’allora direttore dell’istituto. A questo periodo risalgono vedute romane come Veduta di Roma presa da Monte Mario, Veduta della campagna romana con figure ed armenti, Veduta del Tempio della Sibilla a Tivoli.

Tra il 1841 e il 1844 si trasferisce a Parigi dove espone ai Salon del 1842 e del 1843 e dove stringe importanti rapporti che gli procurano committenze da parte di lord inglesi e duchi francesi. Ottenute diverse medaglie d’oro ai Salon, ritorna a Napoli quasi trionfante: il conte russo Potoky gli ordina due vedute napoletane per lo zar. Ne scaturiscono due delle opere più importanti di Carelli, Napoli dai giardini reali di Portici e Napoli dai Camaldoli, tutte e due conservate all’Ermitage di San Pietroburgo. Al 1848 risale il suo soggiorno milanese che lo vede partecipare attivamente al clima insurrezionale, visto che prende parte alle Cinque giornate di Milano e poi alle battaglie sul Volturno. Nonostante questo, continua a dipingere, inviando alla mostra napoletana del 1848 tre vedute dedicate ad Amalfi e al Golfo napoletano.  

Tornato a Napoli illustra il testo di Alexandre Dumas padre Da Napoli a Roma ed espone una serie di vedute ovali alla mostra borbonica del 1851. La valle di Roveto sul Liri e Una veduta da Santelmo compaiono all’Esposizione Nazionale di Napoli del 1862, mentre a quella del 1877 invia vedute dedicate a Roma come Un uragano sopra la città di Roma, all’Abruzzo e a Palermo, come Il belvedere della Zisa a Palermo. Negli anni Sessanta è impegnato nella realizzazione di un album di sedici disegni sulla storia del brigantaggio in Italia meridionale, oggi conservato nella Biblioteca Reale di Torino. Viene nominato accademico di San Luca nel 1874 e continua a dipingere e ad esporre fino alla fine dei suoi giorni.

Alla fine degli anni Ottanta, illustra il volume di Vincenzo Bindi Monumenti storici ed artistici degli Abruzzi. Lo storico Bindi, sposata la figlia di Consalvo Carelli, ha dato poi vita alla pinacoteca Bindi di Giulianova, ricca di dipinti di Consalvo, Raffaele e Gabriele Carelli e di altri rappresentanti della Scuola di Posillipo.

Elena Lago

 

Opere

Gonsalvo Carelli - Palermo

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