cerca artista
GUIDO BOGGIANI pittore

Hai cercato

Pittore
Guido
Boggiani

Omegna 1861 -  Paraguay 1902

Sei interessato alla VENDITA o all' ACQUISTO di sue opere?

STIMA GRATUITA
VUOI VENDERE UN'OPERA D'ARTE DI QUESTO ARTISTA?

CONTATTACI IMMEDIATAMENTE SENZA IMPEGNO:

telefono

icona telefono

0697606127

whatsapp

icona whatsapp

Cellulare 3477835083

OPPURE COMPILA IL FORM

Nome
Telefono
Email
Messaggio
Allega file*
*Limite massimo: 5 allegati

Allega immagini: solo file di tipo immagine (.JPG .JPEG .GIF .PNG) inferioiri a 5 Mb

Privacy
Do il consenso al trattamento dei dati personali in base alla legge 675/96, leggi le note sulla privacy
Captcha

Biografia

 

Guido Boggiani, figlio di un proprietario terriero pittore per diletto e nipote di un professore di zoologia all’Università di Torino, cresce tra due stimoli diversi: quello artistico e quello scientifico, che unirà in una particolarissima ricerca. Acquisisce i primi rudimenti di disegno grazie al padre, ma nel 1878 si trasferisce da Omegna a Milano per frequentare l’Accademia di Brera. In realtà il suo vero maestro sarà Filippo Carcano, figura fondamentale per la sua carriera artistica. Gli esordi avvengono proprio nel segno del maestro, da cui Boggiani eredita tutta la propensione naturalistica e il realismo dei paesaggi lombardi, quelli del Lago Maggiore e delle Alpi. Impressioni dal vero colte con velocità, con scioltezza della pennellata e con attenzione alle variazioni atmosferiche e luminose fanno la comparsa a partire dagli anni Ottanta.

Esordisce, infatti, nel 1881 a Firenze con tre vedute: Il Ponte antico sulla Strona, Omegna, Bosco di castagni a Stresa e Dintorni di Stresa, seguite poi da Lambro, A Roddo e Bosco di castagne, presentati a Milano nello stesso anno. Risalgono invece all’Esposizione di Roma del 1883 Una strada del Sempione, Una via a Carciano (Lago Maggiore), La cascata del Toce, Il raccolto delle castagne e soprattutto All’ombra dei castagni, che ottiene il Premio Principe Umberto. Proprio grazie a questo, Guido Boggiani riesce a trasferirsi a Roma, dove inizia a frequentare l’ambiente di “Cronaca Bizantina”. Vi incontra Gabriele D’Annunzio, con cui stringe amicizia e grazie al quale conosce Francesco Paolo Michetti, con cui si lega immediatamente.

Spessissimo lo ospiterà nel suo Conventino di Francavilla al Mare, per tutti gli anni Ottanta. Al 1885 risalgono i suggestivi paesaggi Roma, Strada di campagna (Tivoli), Campagna, In estate e Primavera. A Guido Biggiani piace il paesaggio abruzzese e la quiete del Convento, ma alla fine degli anni Ottanta matura il desiderio di partire per l’America Latina, per soddisfare quel bisogno di conoscere il nuovo e l'esotico, sia dal punto di vista scientifico che artistico.

La prima partenza per l’Argentina risale al 1887, anno in cui partecipa anche all’Esposizione di Venezia con con Gli ulivi a Francavilla a Mare e Villaggio sul Lago Maggiore. Ad ogni modo, giunto a Buenos Aires si sposta poi in Paraguay, per soggiornare qualche tempo ad Asunción. Qui frequenta importanti circoli culturali e scientifici, ma ciò che più desidera è avventurarsi nell’impervia foresta del Chaco. Comincia a penetrare tutti i segreti di questo luogo inesplorato, venendo a contatto con gli indigeni Chamacoco: vive con loro, ne studia le usanze, li ritrae in minuziosi disegni e acquarelli, fotografie e diari. Si avvicina a loro dal punto di vista antropologico, per poi riordinare tutto il materiale raccolto nel 1893, al suo rientro a Roma. A coronamento di questo primo approfondito studio, pubblica I Ciamacoco e Viaggi d’un artista nell’America Meridionale. I Caduvei.

Nel 1896 riparte per il Paraguay con l’intenzione di rientrare nella foresta per approfondire ancora di più la vita dei Chamacoco. Questa volta, il suo mezzo di documentazione principale è la macchina fotografica, con cui immortala in ravvicinati ritratti gli indios, con i loro vestiti e amuleti. Tutti questi documenti sono conservati nel museo etnografico Pigorini, insieme al suo diario, le cui ultime pagine risalgono al 1901, data della sua finale spedizione nel Chaco. Il suo corpo è stato trovato un anno dopo, ucciso da una tribù indigena.

In tutti gli anni passati in Paraguay, Boggiani non smette mai di cogliere impressioni dal vero, con quella modalità attenta alle variazioni luminose e atmosferiche ereditata da Carcano. Lo stesso modo di dipingere, dunque, si riflette anche nei motivi sudamericani, che compaiono alle ultime esposizioni cui partecipa. Ne sono esempio Sponde del Rio Paraguay, Foresta vergine, Terra del Fuoco, Rio Paz.

Elena Lago 

 

Opere

boggiani_guido_terra_del_fuoco.jpg

Zoom

OPERA NON DISPONIBILE

Terra del fuoco (1888)

Tecnica:

Olio su tela


Misure: cm. 100 x 180

Firmato in basso a destra "G. Boggiani 88"

Boggiani - Bosco del Verbano

Zoom

OPERA NON DISPONIBILE

Bosco del Verbano

Tecnica:

olio su tela


Misure: cm 85 x 130

Firmato in basso a destra "G. Boggiani"

Loghi Associazione Antiquari d'Italia e CINOA

Galleria Berardi - Arte dell'Ottocento e del primo Novecento

email: info@maestrionline.it - sito: www.maestrionline.it
ragione sociale: Berardi Galleria d’Arte S.r.l.
sede legale: Corso del Rinascimento, 9 - 00186 Roma - P.Iva: 06383751002
Copyright © 2015 Berardi Galleria d’Arte S.r.l. Note sulla privacy - Mappa del Sito

Valutazione In Tutta Italia

Abruzzo // Basilicata // Calabria // Campania // Emilia Romagna // Friuli Venezia Giulia // Lazio // Liguria // Lombardia // Marche // Molise // Piemonte // Puglia // Sardegna // Sicilia // Toscana // Trentino Alto Adige // Umbria // Valle d'Aosta // Veneto
icona facebook icona twitter icona google plus