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GUIDO GONIN pittore

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Pittore
Guido
Gonin

Torino 1833 - Aix-les-Bains (Francia) 1906

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Biografia

 

Guido Gonin, figlio del pittore Francesco, nasce a Torino nel 1833. Esordisce nel 1849, molto giovane, all’Esposizione di Torino, a cui parteciperà regolarmente fino al 1866. Si specializza in scene di genere dal sapore settecentesco e dall’argomentazione leggera e faceta, infatti il suo primo quadro esposto nel 1849 raffigura Due bevitori. L’anno successivo presenta Due scene di famiglia e scena dell’anno 1760, mentre nel 1851 espone Costume antico e La buona madre. Nel frattempo, seguendo le orme paterne, si interessa allo studio della litografia e dalla metà degli anni Cinquanta collabora alla rivista “L’Arte Moderna” diretta dal padre e da Luigi Rocca. Realizza per il periodico numerose tavole che lo rendono noto al pubblico e soprattutto gli permettono di realizzare una serie di litografie per gli Album della Promotrice torinese.

Nel 1852 presenta Mazzetto di fiori, mezza figura d’uomo e La lettera, mezza figura di donna, nel 1854 L’errore e nel 1857 una serie di quattro Ritratti. Due dipinti di ricostruzione storica e mitologica compaiono alla Promotrice del 1858: I primi discepoli di Lutero predicano nei villaggi della Germania contro gli abusi della Chiesa di Roma e una Arianna abbandonata. Ancora impegnato sia nella pittura di storia che nel quadro di genere, l’anno successivo presenta anche due dipinti di ispirazione letteraria Manon Lescaut e il cavaliere Desgrieux e La Cenerentola insieme a L’altalena e Il parco. Nel 1861 viene premiato all’Esposizione Nazionale di Firenze con la litografia Il primo soldato dell’Indipendenza. E proprio in questi anni inizia a collaborare come caricaturista al giornale satirico “Lo spirito del folletto”.

Grazie alle conoscenze paterne in area piemontese, riceve una serie di incarichi per l’esecuzione di ritratti e scenette di genere, come Vita intima, Una sventura, Il fuggitivo, La porta segreta, I racconti del vecchio servitore, tutti dipinti esposti a Torino entro il 1866. Alcuni suoi ritratti degni di nota sono quello di Luigi Faldella e Giuseppe Avena. Gran parte di essi sono firmati insieme al fotografo Paolo Bruneri con cui Guido Gonin aveva uno studio di fotografia e dagherrotipia al centro di Torino. Nel 1867 e nel 1869 partecipa all’Esposizione fiorentina con Dopo la preghiera e Cristus Consolator. Alla fine degli anni Sessanta, quando scompaiono anche le sue testimonianze di partecipazione alle mostre italiane, Gonin si trasferisce in Francia, prima a Parigi dove lavora anche come disegnatore di moda, poi a Aix-le-Bains, dove muore nel 1906.

Elena Lago

 

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