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LUIGI GALLI pittore

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Pittore
Luigi
Galli

Milano 1822 - Roma 1900

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Biografia

 

Luigi Galli nasce a Milano nel 1822 da una agiata famiglia. Si forma all’Accademia di Brera, dove studia con Luigi Sabatelli dal 1835 al 1845. Gli anni milanesi gli forniscono un’impronta classica grazie allo studio di Andrea Appiani, ma anche uno sguardo nei confronti del romanticismo del Piccio. Dopo il diploma a Brera si sposta a Roma, dove nel 1848 partecipa ai moti insurrezionali e poi alla Repubblica Romana, prendendo parte attivamente all’assalto del palazzo papale che porta alla fuga di Pio IX a Gaeta. È proprio questo episodio così sentito che fornisce all’artista l’ispirazione per la realizzazione del dipinto Personaggio del Risorgimento davanti a Pio IX, conservato presso la Galleria Nazionale di Roma.

Subito dopo gli eventi della Repubblica Romana, parte per Napoli per perfezionare la sua pittura e per ampliare la sua formazione: si avvicina ben presto a Domenico Morelli e sperimenta diversi soggetti sacri, quasi tutti andati perduti. Dopodiché soggiorna per un periodo a Venezia e poi a Parigi, dove avviene l’incontro fondamentale con Mariano Fortuny. Altra tappa cruciale, il suo trasferimento decennale a Londra, occasione che gli permette di entrare nella cerchia dei Preraffaelliti e di approfondire la loro poetica. In particolare si avvicina a George Frederic Watts, uno dei maggiori interpreti del simbolismo inglese, da cui trae spunto per una trattazione tormentata e mistica di alcuni soggetti, spesso ispirati ad un fondamento tematico classico. A questo periodo risale Amorino che suona il liuto, ma anche la richiesta da parte della regina Vittoria di farsi ritrarre proprio da Galli.

La leggenda vuole però che i suoi atteggiamenti troppo espliciti nei confronti della sovrana inglese lo abbiano portato ad essere cacciato dal paese. Il rientro a Roma lo induce a stabilirvisi definitivamente. Qui si accosta nuovamente a Fortuny e stringe una forte amicizia con Nino Costa. I loro intenti si somigliano: entrambi hanno conosciuto il simbolismo internazionale ed entrambi intendono farlo crescere a Roma, insieme alla comunità di artisti inglesi. Per questo, frequenta assiduamente il Caffè Greco e alla fine degli anni Settanta lavora al dipinto Cristo e Maometto che si contendono un mantello rosso simbolo dell’umanità, rappresentazione allegorica che realizza contemporaneamente alla decorazione, sempre dello stesso significato simbolico, delle lunette della Galleria Margherita, purtroppo andate perdute.

All’Esposizione Internazionale di Roma del 1883 presenta il dipinto Galatea, mentre l’anno successivo, tiene una conferenza “filosofica astronomica” al teatro Rossini, che rivela il suo carattere estremamente stravagante e i primi accenni di uno squilibrio mentale. Sperimenta le tecniche più strane nel suo piccolo studio di via Flaminia, stipato dai più disparati oggetti da collezione. Nonostante le sue stravaganze, è sempre molto stimato da una serie di artisti amici, come Edoardo Gioja e Mario De Maria, che condividono con Galli l'indirizzo simbolista. Negli ultimi anni realizza alcuni ritratti come quello della Contessa Fini e il suo Autoritratto, realizzato poco prima di morire, nel 1900. È stato proprio l’amico Gioja a trovarlo morto nel suo studio, ancora davanti al cavalletto.

Elena Lago

 

 

Opere

Luigi Galli - Scena

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