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GIULIO ARISTIDE SARTORIO pittore

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Pittore
Giulio Aristide
Sartorio

Roma 1860 - 1932

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Biografia

Allievo prima del padre e poi dell'Accademia di San Luca fece i suoi primi passi all'insegna del fortunismo alla moda con quadi in costume settecentesco o comunque contrassegnati dalla pennellata virtuoso e dalla tematica facilmente leggibile. Nel 1883 inviò all'Esposizione di Belle Arti di Roma Dum Romae consulitur morbus imperat ovvero Malaria (opera dispersa), potente dipinto neo caravaggesco di denuncia sociale. Nel 1889 vinse la medaglia d'oro a Parigi con I figli di Caino e si avvicinò a Francesco paolo Michetti, da cui derivò l'amore per il pastello e per il paesaggio. Contemporaneamente alla frequentazione di In Arte Libertas realizza il trittico Le Vergini Savie e Le Vergini Folli per il conte Gegè Primoli, opera intrisa di umori neo bizantini. Un passo successivo fu il dittico Diana d'Efeso e gli Schiavi e La Gorgone e gli Eroi – vera e propria summa della sua stagione simbolista e delle sue riflessioni sull'arte – opera che alla Biennale di Venezia del 1899 ottenne l'acquisto statale per la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma. Tra il 1908 e il 1912 realizzò l'intero fregio per la nuova aula del Parlamento mettendo a punto un nuovo linguaggio per la decorazione ambientale dove si coniugava il classicismo michelangiolesco con la propria sigla inconfondibile. Allo stesso periodo risale la partecipazione al gruppo dei XXV della Campagna Romana, con il quale perlustrò tutti gli amati dintorni di Roma riportandone i segni distintivi in procinto di essere cambiati per sempre dal progresso. Nel 1915 partì volontario per la guerra che documentò con una serie di lavori di straordinaria modernità caratterizzati da tagli fotografici arditi e da contrasti cromatici d'effetto. Negli anni '20 compì una serie di viaggi in Oriente e Sud America grazie ai quali realizzò una serie straordinaria di opere contraddistinte dall'immediatezza del reportage dal vivo. L'ultimo periodo si dedicò a ritrarre la famiglia Fregene mettendo a punto un'innovativa pittura di luce post impressionista di straordinaria modernità. Morì nel 1932 a Roma durante la progettazione della decorazione del Duomo di Messina. Biografia: Nasce a Roma l’11 febbraio 1860, il nonno Girolamo e il padre Raffaele, entrambi scultori, lo avviano all’arte. Frequenta i corsi di Francesco Podesti all’Istituto di Belle Arti. 1877-79 Si mantiene realizzando soggetti alla moda neo settecenteschi e neo pompeiani sulla scia del successo di Mariano Fortuny. Si reca a Napoli dove conosce Domenico Morelli. 1883 Partecipa all’Esposizione internazionale di Roma con Malaria (Dum Romae consulitur morbus imperat). 1884 Visita a Parigi il Salon e attraverso Vittorio Corcos viene in contatto con l’ambiente degli artisti italiani ivi operanti. 1885 Lavora come illustratore per la “Cronaca Bizantina” di Angelo Sommaruga, che lo presenta a Gabriele D’Annunzio. 1886 Stringe amicizia con Francesco Paolo Michetti ed Edoardo Scarfoglio e viene in contatto con il gruppo di artisti di “In Arte Libertas” legati a Nino Costa. Prende parte all’editio picta dell’Isaotta Guttadauro di D’Annunzio. 1889 Ottiene la medaglia d’oro all’Esposizione universale di Parigi con I figli di Caino (1887-89). Durante l’estate soggiorna con D’Annunzio a Francavilla ospite di Michetti, che lo introduce alla tecnica del pastello e alla pittura di paesaggio. 1890 Frequenta il salotto del conte Giuseppe Primoli, che gli commissiona il trittico Vergini savie e vergini folli (Roma, Galleria comunale d’arte moderna). Espone per la prima volta con il gruppo “In Arte Libertas”. 1893 Si reca in Inghilterra per studiare le opere dei preraffaelliti e conosce a Londra William Morris. In una tappa a Parigi visita nuovamente il Salon. Invia da Parigi e Londra articoli sull’arte europea alla “Nuova Rassegna”. 1895 Espone alla I Biennale di Venezia, cui sarà presente con assiduità. 1896-99 Insegna pittura alla Scuola d’arte di Weimar su invito del granduca Carlo Alessandro di Sassonia. Si accosta al simbolismo tedesco e compie studi di animali nel giardino zoologico di Weimar. 1899 La III Biennale di Venezia gli dedica una sala personale, in cui espone il dittico Diana d’Efeso e Gorgone e gli eroi (Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna). 1901 È nominato membro dell’Accademia di San Luca. Sposa Giulia Bonn. 1903 Nasce la figlia Angiola. 1904 È tra i fondatori del gruppo dei XXV della Campagna romana. 1905 Giulia Bonn rientra a Francoforte portando con sé la figlia. Pubblica il romanzo Roma Carrus Navalis – favola contemporanea. 1906 Partecipa all’Esposizione di Milano per l’apertura del traforo del Sempione con il Fregio del Lazio, poi suddiviso in diversi pannelli. 1907 Decora il salone centrale della Biennale di Venezia con il ciclo allegorico La Luce, Le Tenebre, L’Amore e la Morte (Venezia, Galleria d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro). 1908-12 Realizza il fregio decorativo della nuova aula del Parlamento italiano progettata da Ernesto Basile. 1914 Espone all’XI Biennale di Venezia. 1914-15 Allo scoppio della prima guerra mondiale si arruola come volontario con il grado di sottotenente di cavalleria. Ferito e catturato a Lucino sull’Isonzo è trattenuto nel campo di prigionia di Mauthausen, da cui viene liberato diversi mesi dopo grazie all’intercessione di papa Benedetto XV. Torna al fronte dove dipinge scene di guerra. 1917 Pubblica Tre novelle a perdita. 1919 Sposa l’attrice Marga Sevilla, con cui vive nella villa Horti Galateae. Dirige la moglie nel film Il mistero di Galatea. Si reca in Egitto per realizzare il ritratto di re Fuad I e visita Palestina, Libano e Siria. Il 14 settembre nasce la figlia Lidia. 1919-21 Collabora la casa di produzione cinematografica Triumphalis, firmando il soggetto di Clemente VII e il sacco di Roma e dirigendo il San Giorgio. 1921 Espone alla Galleria Pesaro. 1922 Pubblica il poema illustrato Sibilla e lo scritto teorico Flores et Humus. 1923 Il 23 novembre nasce il figlio Lucio. 1924 Effettua il periplo dell’America Latina a bordo della Regia Nave Italia. 1929 Si imbarca sulla nave militare italiana Caio Duilio per una crociera nel Mediterraneo. 1930-32 Lavora alla decorazione musiva del nuovo Duomo di Messina. 1932 Muore il 2 ottobre e viene sepolto nella chiesa di San Sebastiano fuori le mura.

 

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Opere

Sartorio - Sulla spiaggia

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OPERA NON DISPONIBILE

Sulla spiaggia

Tecnica:

Olio su tela


Misure: cm. 45 x 35 ca.

Firmato e datato in basso a sinistra "G. A. Sartorio - Fregene MCM XXVI"

Sartorio - Re Fuad a cavallo

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OPERA NON DISPONIBILE

Re Fuad a cavallo

Tecnica:

olio su cartone intelato


Misure: cm 50 x 40

Firmato in alto a sinistra

Sartorio - La pineta a Fregene

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OPERA NON DISPONIBILE

La pineta a Fregene

Tecnica:

tecnica mista su carta


Misure: cm. 26 x 55

Firmato e datato in basso a destra "G.A. Sartorio Fregene MCMXXXII"

Sartorio - Damasco - La Dervisceria

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Damasco - La Dervisceria

Tecnica:

Olio su tela


Misure: Cm. 60 x 75

Esposto nel 1921 alla mostra personale di Sartorio alla Galleria Pesaro (n. 54), Damasco – La Dervisceria costituisce un cammeo della sua produzione di instancabile pittore-viaggiatore, che lo portò nel 1919 (Egitto, Giordania , Siria, etc) e nel 1924 (Brasile, Argentina, Bolivia, Haiti, etc) in paesi assai distanti. Scriveva Sartorio ricordando i suoi viaggi e le “visioni di eccezionale bellezza” che lo ispirarono: “ancor oggi rimpiango come, avendo avuto i cento occhi di Argo, non avessi le dieci mani di Siva, per afferrare e produrre dieci volte di più”.

Sartorio - Peru' - Callao

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OPERA NON DISPONIBILE

Peru' - Callao

Tecnica:

tecnica mista


Misure: cm 27 x 47,6

Firmato in basso a destra: "G. A. Sartorio - Callao".

Sartorio - Tra Monfalcone e Duino

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OPERA NON DISPONIBILE

Tra Monfalcone e Duino

Tecnica:

olio su tela


Misure: cm 61 x 81

Firmato in basso a sinistra G. A Sartorio

Sartorio - Acquedotto presso Centocelle a Roma

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OPERA NON DISPONIBILE

Acquedotto presso Centocelle a Roma

Tecnica:

tecnica mista


Misure: cm 27 x 56

Firmato G. A. Sartorio; sul retro cartiglio Galleria Pesaro

Sartorio - La piccola tigre

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OPERA NON DISPONIBILE

La piccola tigre

Tecnica:

olio su tela


Misure: cm 38 x 68

Firmato in basso a destra: "G. A. Sartorio"

Sartorio - L'apostata

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OPERA NON DISPONIBILE

L'apostata

Tecnica:

olio su tela


Misure: cm 76 x 25

Firmato in basso a sinistra

Sartorio - Nel paese di Circe

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OPERA NON DISPONIBILE

Nel paese di Circe

Tecnica:

olio su tela centinata


Misure: cm 360 x 180

Firmato in basso a sinistra: "G. A. Sartorio MCMXXVI"

Sartorio - I piccoli tritoni

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OPERA NON DISPONIBILE

I piccoli tritoni

Tecnica:

olio su tela


Misure: cm 60 x 78

Firmato in basso a sinistra: "G. A. Sartorio Fregenae MCMXXVIII"

Sartorio - Monache in riva al mare

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OPERA NON DISPONIBILE

Monache in riva al mare

Tecnica:

olio su tela


Misure: cm 130 x 200

Firmato in alto a destra: "G. A. Sartorio Fregene MCMXXX"

Sartorio - Centrale di tiro

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OPERA NON DISPONIBILE

Centrale di tiro

Tecnica:

olio su cartone telato


Misure: cm 60 x 80

Firmato in basso a destra "G. A Sartorio Mediterraneo MCMXXIX"

Sartorio - SARTORIO. Mito e Modernita'

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OPERA NON DISPONIBILE

SARTORIO. Mito e Modernita'

Tecnica:

/


Misure: /

La Mostra “SARTORIO. Mito e Modernità” vuole restituire al pubblico una serie di opere, in gran parte inedite o non visibili da lungo tempo, di Giulio Aristide Sartorio (1860 - 1932) sottolineandone il dualismo tra la sua essenza classicista e l'aspetto più innovativo e sperimentale. La selezione delle opere esposte - effettuata da Gianluca Berardi, già docente presso “L’Università La Sapienza” con un corso sulla Pittura dell’Ottocento in Italia – copre l'intero percorso artistico del maestro. Le varie sezioni della mostra indagano i molteplici aspetti di Sartorio: l'Arte del Paesaggio, dedicato alla campagna romana che è stata fonte di ispirazione continua negli anni; la Pittura di Idee che vide Sartorio leader della stagione simbolista a Roma; il raffinato Sartorio animalier, attratto dalla possibilità di raffigurare animali esotici tra naturalismo e simbolismo; la Decorazione, che lo ha visto artefice del linguaggio ufficiale della nuova Italia; le tranche de vie dedicate alla Grande Guerra, sorprendentemente sempre diverse ed efficaci; un Artista in movimento, per la prima volta sono indagati cronologicamente gli spostamenti del maestro e le conseguenti occasioni di trovare motivi pittorici sempre nuovi; Il “paradiso inaspettato” che ha ispirato la pittura di luce a Fregene, uno dei momenti espressivi più sereni del maestro. Tra le opere in mostra: Tigre che lotta con serpente, riferibile al suo soggiorno a Weimar alla fine dell'Ottocento; il paesaggio Pratica di mare del 1923, ispirato ad una fotografia del Conte Gegè Primoli; Tra Monfalcone e Duino, episodio della Grande Guerra vista e rappresentata da Sartorio; Bolivia. Tiahuanaco, Le rovine della città preistorica e Haiti. La spiaggia, vedute del Sud America realizzate durante il viaggio compiuto nel 1924, entrambe presentate alla mostra tenutasi a New York nel 1927 e disperse da lungo tempo; il monumentale Nel paese di Circe del 1926, proveniente da una villa in via San Sebastiano appartenente a Giulio Barluzzi. Nel catalogo è presente l'elenco delle esposizioni compiute in vita da Sartorio, accuratamente redatto da Teresa Sacchi Lodispoto, con il relativo titolo delle opere inviate.

Sartorio - Pratica a mare (1923)

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OPERA NON DISPONIBILE

Pratica a mare (1923)

Tecnica:

Olio su tela


Misure: cm. 60 x 74

Firmato in basso a destra “G. A. Sartorio Roma 1923”, sul verso reca la scritta “39 Pratica a mare – studio originale”

Sartorio - Haiti. La spiaggia (1924)

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OPERA NON DISPONIBILE

Haiti. La spiaggia (1924)

Tecnica:

Olio su tela


Misure: cm. 39 x 79

Firmato in basso a destra “G. A. Sartorio Haiti MCMXXIV”. Bibliografia: The Art of Giulio Aristide Sartorio, catalogo della mostra (New York, Anderson Gallery), New York, Anderson Gallery, 1927, n. 35; The Art of Giulio Aristide Sartorio, catalogo della mostra (New York, Ainslie Gallery, 19 novembre – 31 dicembre 1931), New York, Ainslie Gallery, 1931, n. 35.

Sartorio - Tigre che lotta con serpente

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OPERA NON DISPONIBILE

Tigre che lotta con serpente

Tecnica:

Oilo su tela


Misure: cm 43 x 78

Firmato in basso a destra “G. A. Sartorio”

Sartorio - Fregio per la Casa del Popolo (1906)

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OPERA NON DISPONIBILE

Fregio per la Casa del Popolo (1906)

Tecnica:

Olio su tela


Misure: cm. 100 x 165

sartorio_monte_gennaro.jpg

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OPERA NON DISPONIBILE

Campagna romana nei pressi della via Nomentana con il Monte Gennaro sullo sfondo

Tecnica:

Tecnica mista su carta


Misure: cm. 40 x 55

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Galleria Berardi - Arte dell'Ottocento e del primo Novecento

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