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GIOVANNI BOLDINI pittore

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Pittore
Giovanni
Boldini

Ferrara 1842 - Parigi 1931

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Biografia

Giovanni Boldini nacque a Ferrara il 31 dicembre del 1842. Il padre, Antonio Boldini, era pittore. A soli
cinque anni, Giovanni dimostrò di saper dipingere: la sua vocazione venne assecondata in età
adolescenziale cominciò a frequentare lo studio dei fratelli Gaetano e Girolamo Domenichini. Già attorno
ai quindici anni gli arrivarono le prime commissioni per ritratti di amici e conoscenti, utili a sbarcare il
lunario. Nel 1864 si recò a Firenze, dove Michele Gordigiani gli procurò commissioni e lo introdusse nel
circolo artistico del Caffè Michelangelo. Si legò in amicizia con il pittore Cristiano Banti. Cominciò a
frequentare locali alla moda, entrando in contatto con quell’alta società di cui fu a lungo uno dei ritrattisti
più apprezzati.


Nel 1867 si recò a Parigi per la prima volta, innamorandosene. Nel 1871 andò invece a Londra, dove già
aveva esposto inviando opere da Firenze: vi trascorse alcuni mesi, per poi tornare a Parigi, dove prese
a lavorare per Goupil. In questa fase della sua carriera, Boldini realizzò una serie di dipinti
neosettecenteschi
, in pieno stile Fortuny. Pur viaggiando frequentemente, stabilì la sua residenza a
Parigi, partecipando attivamente alle maggiori esposizioni francesi. Ormai affermato tra Italia, Francia ed
Inghilterra, gli giunsero commissioni per importanti ritratti, come quello di Giuseppe Verdi (1886, Roma,
GNAM). Nei primi anni Novanta cominciò a dipingere su grandi formati, eseguendo perlopiù ritratti a
dimensioni naturali in ambientazioni magniloquenti. L’arrivo del XX secolo lo vide trionfare come uno dei
pittori italiani più richiesti, non solo dalla borghesia e dall’aristocrazia, ma anche dalla committenza
moderna, mondana ed esclusiva del jet set internazionale.


Nel 1903 fu invitato ad esporre alla “Sala del Ritratto Moderno” della Biennale di Venezia , dove erano
stati chiamati i più importanti ritrattisti di tutto il mondo, tra cui John Singer Sargent e James Whistler,
entrambi amici del pittore: qui presentò il “Ritratto di Donna Franca Florio”, che accese un vivo dibattito
per via della posa della nobildonna siciliana, ritenuta eccessivamente manierata. Nello stesso periodo
entrò in contatto con la Marchesa Casati, della quale eseguì due ritratti, ritenuti oggi due dei suoi dipinti
migliori. Uno di questi fu esposto nel 1914 alla seconda mostra della “Secessione” romana. La sua
attività di ritrattista dell’alta società continuò con successo, seppure lontano dai dibattiti artistici a lui
contemporanei ormai dedicati alle avanguardie, sia durante che dopo la Prima guerra mondiale. Dopo
alcuni anni di condizione di salute precaria, morì a Parigi l’11 gennaio del 1831 nella sua casa di
boulevard Berthier.


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