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CARLO AMALFI pittore

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Pittore
Carlo
Amalfi

Piano di Sorrento attivo tra 1740 - 1774

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Biografia

Fu Attivo non solo a Napoli ma anche a Sorrento e a Nocera. La maggior parte dei suoi dati biografici sono purtroppo sconosciuti, l'unico riferimento cronologico certo è l'anno 1752, durante il quale affresca con la collaborazione del quadraturista Natali, detto il Piacentino, due saloni di Castel Capuano. È ricordato come il protagonista di una rocambolesca gelosia professionale dal Canzano Avarna, ma probabilmente si tratta di un'invenzione che per il momento non gode del favore di alcuna testimonianza. Nel 1772 lo cita Luigi Vanvitelli tra i pittori del regno ritenuti degni dell’incarico di docente presso l'Accademia del Disegno. Fu fondamentale per lui l'esempio di Francesco Solimena, riferimento indubitabile e deducibile dalle tele eseguite per la chiesa del Cuore di Gesù a Cerreto Sannita. Queste opere sono considerate la testimonianza più antica della sua attività. Degne di nota sono le successive opere a carattere religioso, la Sacra Famiglia del 1769 per la chiesa dell'Addolorata di Sorrento e altre tele del 1774 per la chiesa dei Servi di Maria nella stessa città. Lavora a sei ovali per la chiesa di Sant'Antonio, raffiguranti i compatroni di Sorrento. Questi ultimi lavori sono ritenuti di inferiore qualità rispetto alle opere precedenti. La fama dell'autore è maggiormente legata alla sua attività in campo ritrattistico. Per questo tipo di produzione e per le scene di genere (come avviene in Ferito, Il giuocatore, ecc.) sì rivela fortemente connesso ai modi di Gaspare Traversi oltre a quelli del Solimena. Quest’ultimo entra in gioco con l’assunzione del tono aulico attribuito al soggetto, mentre allo stesso tempo il pittore inserisce realismo ed espressività più immediati grazie all’osservazione del lavoro del Traversi. Sono diverse le famiglie ritratte dal pittore, sempre attento a inserire il gruppo in un contesto pertinente, che lo aiuti a ritrarre il soggetto connotandolo di un carattere proprio. La famiglia si arricchisce così di un’atmosfera intima ma consona alle esigenze rappresentative del committente. A tal proposito è indicativo l’esempio tratto dalla tela, eseguita intorno al 1760, della Famiglia di musici, unita sotto il minimo comune denominatore che è in questo caso la musica. Tra i numerosi ritratti, di cui i musei e le raccolte private sono ricchi, si segnala quello eseguito ad affresco presso la sala di Castel Capuano e ritraente Carlo di Borbone. Per l’occasione l’artista fece ricorso alle quadrature di Giovan Battista Natali. Evento che, come anticipato di sopra, costituisce l’unico riferimento cronologico sicuro per la biografia del pittore.

 

Arianna Papale

 

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