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JACOPO AMIGONI pittore

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Pittore
Jacopo
Amigoni

Venezia 1682 - Madrid 1752

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Biografia

 

Il percorso di Amigoni può essere considerato parallelo a quello dei chiaristi Ricci e Pellegrini, connotato da una grande eleganza e sensibilità al colore. Imparerà in seguito, grazie alla mediazione del Balestra, i moduli chiaroscurali centro-italiani arricchiti dal plasticismo di origine giordanesca. Può essere definito un artista europeo per le numerose tappe europee che costellano il suo percorso artistico, tra queste Venezia, Baviera, Inghilterra, Francia e Spagna. Le sue origini sono terreno di dibattito, nella redazione del testamento dichiarò di essere nativo di Venezia come i genitori ma in Spagna nel ricevere l'ordine di Calatrava sembra avesse affermato che la sua città natale fosse Napoli. Di questo episodio dubbio non rimangono fonti scritte, inoltre non ci risulta che abbia mai ricevuto onorificenze. A questo primo periodo veneziano sono ascrivibili: la pala di Sant'Andrea e Santa Caterina, dove oltre alla cura per il colore interviene anche quella nei confronti del classicismo di origine centro-meridionale; lo Sposalizio della Vergine dove sono evidenti gli influssi giordaneschi, del Solimena e del De Mura. Iscritto come “fora” alla Fraglia dei pittori di Venezia nel 1711 si trovava con Antonio Bellucci, allora attivo a Dusseldorf, nel castello di Bensberg. Durante il soggiorno bavarese tra il 1717 e il 1729 porta a termine una serie di lavori influenzati da citazioni del Bellucci, del Pellegrini e dei castelli di Nymphenburg e Schleisseheim: Il soffitto con il Duello di Enea e Turno, ora al Museo di Brema con Apollo e l'allegoria dell'estate, eseguito per una camera da letto e concluso tra il 1723 e il 1727. Nella abbazia di Ottobeuren nel 1719 dipinse l'affresco con Ercole Selene. Interrotto il soggiorno a Baviera fu ancora in Italia prima di abbandonare Monaco per recarsi a Roma, Napoli e Venezia. Dal 1729 al 1739 si stabilisce in Inghilterra, durante il corso di questi 10 anni si sposta solamente per recarsi a Parigi nel 1736. Tale soggiorno apportò influenze francesi addolcite però dal contatto con Rosalba Carriera. Del periodo inglese si ricordano non solo i soggetti mitologici ma anche i numerosi ritratti. Successivo è poi il soggiorno veneziano tra il 1740 e il 1747. A questo periodo sono ascrivibili la Visitazione, Il ratto di Europa, la Madonna col Bambino ei Santi Rocco e Sebastiano, la Madonna con San Domenico e Santa Rosa da Lima. Fu chiamato da Ferdinando VI, re di Spagna nel 1747 e rimase fino al 1752 quando morì.

 

 

Arianna Papale

 

 

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