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ONOFRIO AVELLINO pittore

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Pittore
Onofrio
Avellino

Napoli 1674 - Roma 1741

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Biografia

Avellino, Onofrio (Napoli, 1674 circa- Roma 1741). Pittore di formazione napoletana che, nonostante il suo soggiorno a Roma, si pose in netto rifiuto nei confronti della pittura romana. A questo proposito tale atteggiamento viene testimoniato dal carteggio tenuto da Avellino con il maestro Solimen. Il pittore in questa occasione rivendicò la superiorità della pittura napoletana su quella romana. Fu allievo di Luca Giordano, come riporta il De Dominici, e del Solimena nel 1692. Lo stile pittorico di Avellino fu sempre molto prossimo a quello di Giordano, tanto da rendere attualmente difficile il riconoscimento delle opere del maestro e da quelle dell'allievo. Degni di nota sono le opere napoletane: Madonna in gloria con angeli e Santi nella chiesa del Carmine a Sorrento; la Madonna con i santi Ciro e Giovanni a San Ciro a Vico Equense, ascrivibile al 1715; l'Apparizione della Vergine e il Miracolo di San Domenico, due tele eseguite per la Chiesa del Rosariello delle Pigne a Napoli. Secondo il Galante vi fu un San Nicola nella chiesa di San Carlo all'Arena. Il suo soggiorno romano ebbe inizio probabilmente intorno al 1720, qui si pose in un atteggiamento evidentemente contestatario nei confronti del presupposto primato della scuola romana su quella napoletana. Il marcato isolamento del pittore precluse le possibilità di aggiornamento. Tra le opere romane conosciute abbiamo: Sant'Alberto cura gli infermi in Santa Maria in Montesanto, di cui parla il Titi. In occasione della nuova decorazione del 1732, che interessò la cappella di San Giovanni Nepomuceno in San Lorenzo in Lucina, venne posto sull'altare il dipinto di Avellino con San Giovanni Nepomuceno, la Vergine e San Michele. Questo dipinto è stato recentemente attribuito ad Avellino rispetto alla passata e lunga attribuzione a Placido Costanzi. Un'altra tela si trova nella chiesa di Santa Maria della Luce, struttura che fu sottoposta a radicali cambiamenti dal 1730. Il quadro raffigura San Francesco di Paola attraversa lo stretto di Messina, l'opera ricorda lo stile di Mattia Preti, più incisivo nei modellati. In Santa Maria delle Grazie alle Fornaci è, invece, più forte l'aderenza ai modi del Solimena. L'opera in questione è la Santissima Trinità e i Santi dell'Ordine trinitario. Il quadro è databile intorno al 1737 anno della consacrazione dell'altare su cui fu posto. Attualmente sono state proposte due tele da attribuire ad Avellino: Sant'Antonio da Padova e il Bambino Gesù e San Francesco in estasi sostenuto da un angelo, entrambi a Zagarolo nella chiesa di Santa Maria delle Grazie.







 

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