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GIUSEPPE BAZZANI pittore

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Pittore
Giuseppe
Bazzani

Mantova 1790 - 1769

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Biografia

 

Figlio dell’orefice Giovanni Bazzani, fu discepolo di Giovanni Canti. Durante il suo percorso ebbe modo di riflettere sulla pittura veneta del Cinquecento e quella fiamminga, presente nelle collezioni mantovane (con particolare riferimento a Rubens). Risulta difficile ricostruire la fase giovanile dell’artista, che appare però in un inventario del 1727 come estimatore della collezione Zenetti. Questo testimonia la sua formazione colta e raffinata.

La prima opera documentata è la Consegna delle chiavi presso la Parrocchiale di Goito. Nelle opere che seguirono sono ravvisabili interferenze più consistenti apportate dalla contemporanea pittura veneta: Piazzetta, Bencovich, Balestra e Celesti. A palesare tali influenze sono state: le tele della chiesa di Vasto, quelle della Parrocchiale di Borgoforte e infine i Miracoli di Pio V presso la chiesa di San Maurizio in Mantova. Degne di nota sono sicuramente le Storie di Alessandro Magno presso il Palazzo D’Arco a Mantova, qui ancora più presenti furono i modelli del Rubens e del Veronese. Gli episodi della vita di Alessandro Magno furono tratti da Quinto Curzio Rufo e riletti in chiave melodrammatica.

A partire dal 1747 iniziò una fase più proficua: eseguì due tele per la chiesa di Revere tra il 1751 e il 1752; il ciclo pittorico per Santa Maria della Carità a Mantova, tra il 1750 e il 1752; nel 1754 portò a termine dei dipinti per la parrocchiale di Villastrada. Sì cimentò anche con temi mitologici, storici e letterari secondo lo spirito leggero del rococò. In queste occasioni guardò non solo a modelli italiani, come Pittoni e i due Guardi, e ai francesi Fragonard e Boucher, ma anche ai maestri del rococò austriaco, Troger e Maulbertsch.

Nel 1752 insegnò pittura nell'Accademia di Belle Arti (fondata lo stesso anno), nel 1767 diviene direttore della sezione, succedendo a Cadioli. Furono numerose le commissioni in ambito chiesastico e privato. Lavorò anche al di fuori di Mantova: presso l’Eremo di Garda, per la chiesa di Leffe e quella bresciana del Patrocinio di Maria Vergine. Nella fase successiva Bazzani passò dai tocchi leggeri del rococò a pennellate più pastose, sintomatiche di un'estrinsecazione più intima. I paralleli si rintracciano in Rembrandt e nella fase tarda di Tiziano, ma anche nel già ricordato Francesco Guardi. Il Bazzani rappresentò ciò che di più produttivo comporta la tradizione del collezionismo. Tale progetto offrì, infatti, l'occasione di una riflessione creativa su quanto fatto da molti maestri, tra i quali Tiziano, Fetti, Veronese, Bassano, Rubens, Van Dyck e Grechetto.

Opere

Bazzani - Giuseppe e la moglie di Putifarre

Zoom

OPERA NON DISPONIBILE

Giuseppe e la moglie di Putifarre

Tecnica:

olio su tela


Misure:

Bazzani - Donna nobile

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OPERA NON DISPONIBILE

Donna nobile

Tecnica:

olio su tela


Misure:

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