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NICOLA BERTUZZI O BERTUCCI DETTO L'ANCONITANO pittore

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Pittore
Nicola
Bertuzzi o Bertucci detto l'Anconitano

Ancona 1710 - Bologna 1777

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Biografia

 

Bertuzzi (Bertucci), Nicola, detto l’Anconitanfrequentò a Bologna l’Accademia Clementina sotto la guida del Creti. Questo dato rappresenta la prima informazione che ci giunge a proposito della biografia dell'artista. Nel 1734 disegnò, non indifferente ai modi del Bigari, Ruggero e lo spirito di Astolfo, conservato ancora desso presso l'Accademia bolognese. Nello stesso anno affiancò Giovanni Zanardi, quadraturista, nei lavori per San Giovanni Persiceto. L'evento segnò l'inizio di una soddisfacente carriera da frescante e figurista. Raggiunse esiti davvero felici grazie ai quali fu annesso tra gli Accademici della Clementina nel 1751. Le tappe principali del suo percorso artistico furono segnate da importanti commissioni di pittura parietale, sia a fresco che a tempera: l'Allegoria della Sapienza nel 1743, presso la Libreria dell’ex convento di Santa Lucia, già dei Barnabiti; nel 1744 sì dedicò a diversi lavori tra i quali la decorazione della chiesa di San Mattia, quella prevista per il Santuario della Madonna di San Luca e infine quella del Palazzo “di sopra” di Bagnarola di Budrio. In quest’ultima sede, oltre ai soffitti dipinti, vi sono le rinomate Storie bibliche illustrate su tela che furono trasferite, in un secondo momento, presso il Palazzo Visconti di Modrone Erba a Milano. Degna di nota è la decorazione a tempera eseguita sul muro del refettorio dei Domenicani di Bologna (la Cena in casa di Simone fariseo), ascrivibile al 1771. L'anconitano raggiunse comunque splendidi risultati nel ruolo di figurista, che lo vide operante accanto a paesisti come Martinelli, Lodi e Pesci. il Bertuzzi in queste occasioni realizza la sua migliore produzione grazie al maturato stile neomanierista, debito del Monti e del Bigari. Nel ciclo per il conte Valero Boschi raggiunse gli esiti migliori accanto a Carlo Lodi. I dipinti furono portati a termine per la Villa San Piero ma sono attualmente conservati nelle collezioni della Cassa di Risparmio di Bologna. Si dedicò anche a temi di natura sacra, come seppe fare per la commissione dei Misteri della Passione, affrontati in 5 stendardi del Convento del Gesù ad Ancona. Ancora a destinazione chiesastica sono le 7 tele dell'Oratorio Caprara a Crevalcore. La produzione di pale d'altare non è qualitativamente apprezzabile. Un impeto veneziano si osserva nella produzione di minor formato. Uno stile, in questo caso, molto vicino ai modi di Giuseppe Nogari. Recentemente gli è stato attribuito il dipinto con Paolo III che approva la regola dei Gesuiti, attualmente di collezione Busiri Vici a Roma.

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