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CARLO BIANCONI pittore

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Pittore
Carlo
Bianconi

Bologna 1732 - Milano 1802

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Biografia

 

Fu maestro in molte discipline tra cui pittura, scultura e incisione, ma fu soprattutto il punto di riferimento per la svolta antibarocca degli anni ‘60, avvenuta a Bologna. Grazie al fratello che fu medico alla corte di Dresda, entrò in contatto con molti personaggi importanti della cultura internazionale. Tra questi ricordiamo il Winckelmann, che fu suo ospite nel 1755, e Francesco Algarotti. Insieme a quest'ultimo diede vita al cosiddetto Barocchetto, un nuovo modo di conciliare l'ideale classicista e la tradizione artistica bolognese del Seicento. Trascorse il proprio apprendistato sotto l’egida del Graziani e del Lelli. Tra le prime opere documentate abbiamo la pala della Madonna e Santi, datata 1762, per la Parrocchiale di Cazzano di Budrio, gli esiti conseguiti in tale occasione non lasceranno indifferente il Calvi. Ulteriori testimonianze sono piuttosto rare, si contano le opere disperse: l’opera ritraente i Santi Pietro, Petronio, Luigi Gonzaga e Stanislao Koska per le Scuole Pie, la pala ritraente Tobia e l'angelo per San Michele in Strada Maggiore (poi trasferito a Santa Maria di Mascarella). Alle attività di progettista e di decorativista affiancò quella grafica, di cui sono prova le varie incisioni ritraenti cartigli. Fu nominato da Mauro Tesi erede di parte dei suoi disegni, alla morte del maestro si occupò dell’erezione, nel Camposanto di Pisa, del Monumento a Francesco Algarotti. Il monumento che riporta la sua firma in greco fu affidato all'esecuzione a un gruppo di giovani scultori. Con l'ausilio di alcuni plasticatori portò a termine il monumento dedicato alla memoria di Mauro tesi, occupandosi del disegno. I lavori che seguirono in collaborazione con gli scultori derivarono non solo dalla frequentazione del suo studio e dalla raccolta di antichità in suo possesso, ma anche dalle esperienze che aveva accumulato in campo grazie al Lelli. Il connubio delle varie tecniche creò esiti che anticiparono la temperie neoclassica nel contesto Bolognese. Incontestabilmente di alta qualità sono le incisioni. Si deve al Bianconi e al suo progetto la facciata di Palazzo Zambeccari presso San Paolo. Ebbe modo grazie al ruolo conquistatosi in ambiente accademico di partecipare al dibattito seguito alla pubblicazione del terzo fascicolo della Felsina Pittrice dell'Abate Crespi. Ebbe un ruolo importante anche come intellettuale e critico, si ricorda a tal proposito l’edizione che curò della Guida di Bologna di Malvasia. L'attività di collezionista di disegni e stampe e quella di critico risulta ininterrotta. Si ricordi in particolare il commento al Trattato di Vitruvio che non ebbe purtroppo modo di pubblicare in vita.

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