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GIOVANNI ANGELO BORRONI pittore

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Pittore
Giovanni Angelo
Borroni

Cremona 1684 - 1772

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Biografia

 

Notizie biografiche, riguardo la formazione, ci giungono dallo Zeist, compagno del Borroni durante la decorazione della chiesa dei Santi Egidio e Omobono a Cremona. Apprese l'arte del dipingere da Giuseppe Natali al quale seguì Uberto La Longe e poi Angelo Masserotti, vero autore quest’ultimo, delle forti basi su cui il Borroni potè iniziare la propria carriera. Il conte Giuseppe Antonio Crivelli si fece carico del suo perfezionamento a Bologna. Qui frequentò la scuola di Francesco Monti e assimilò la lezione pittorica bolognese. L’informazione è tratta dallo Zeist ma non sembra essere credibile dato che il Monti era coetaneo di Borroni. L'ipotesi più accreditata è che l'artista fosse stato allievo assieme a Francesco Monti di Gioseffo Dal Sole. Nonostante il ritorno a Cremona decise di trasferirsi a Milano a causa della mancanza di lavoro. Realizzò la decorazione della Cappella del Sacro Chiodo, in seguito dedicata alla Madonna del Rosario, nel Duomo di Monza. Battaglia attribuisce a Borroni, in base a un'attenta osservazione, la medaglia con Apollo musagete presso Palazzo già Alari Visconti a Cernusco sul Naviglio a Milano. Sì occupò della decorazione della sala da ballo di Palazzo Mezzabarba a Pavia, eseguendo inoltre alcune medaglie di stanze limitrofe. Fu qui che realizzò l'opera considerata il suo capolavoro, le Favole di Diana, capolavoro del barocchetto intellettuale che lascia trasparire influenze dal Legnanino oltre a un più generico gusto emiliano. Dello stesso contesto si ricorda l'Allegoria della vittoria della Virtù sul Vizio. Grazie al successo ottenuto con questi affreschi le famiglie di Olevano e di Bellisomi vollero che l'artista realizzasse decorazioni anche per i loro palazzi. Oltre a queste commissioni, testimoniate da alcuni medaglioni, prima del 1738 portò a termine il Ritratto della marchesa Lavinia Natta d’Alfiano e un Autoritratto. Al 1738 corrisponde un pagamento per la decorazione della cappella di San Carlo nella chiesa dei Santi Cosma e Damiano a Uboldo, affreschi di cui è ancora leggibile l'ovale con la Maddalena. Nel 1741 lavorò presso la chiesa di Santa Maria del camposanto a Milano mentre l'anno seguente venne pagato per l’esame eseguito nella cappella di Nostra Signora della stessa chiesa. Tra il 1740 il 1750 Borroni era ancora tra i pittori più importanti del milanese. Tra gli ultimi anni del quinto decennio e i primi del sesto eseguì la tela del Martirio di San Lorenzo. Tra le ultime opere si cita la decorazione dei soffitti di Palazzo Cusani a Milano. Borroni morì a Milano il 2 agosto del 1772.

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