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FRANCESCO GIOLI pittore

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Pittore
Francesco
Gioli

San Frediano a Settimo 1846 - Firenze 1922

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Biografia

Francesco Gioli fu originalissimo pittore toscano, nato a Settimo in comunità di Cascina, nella provincia di Pisa il 29 giugno 1846, studiò sotto il prof. Pollastrini all'Accademia di Belle Arti di Firenze, ove riportò un premio col suo primo quadro eseguito nel 1869, rappresentante: "Carlo Emanuele di Savoia che scaccia l'Ambasciatore Spagnuolo". Fece poi altri quadri storici, o semistorici, e tra questi citiamo: "Alfieri che visita Goldoni", e "Goldoni che visita Gian Giacomo Rousseau". Si diè poi allo studio del vero e dei quadri all'aria aperta, e trattando generalmente soggetti di campagna, ha eseguito circa settanta quadri variatissimi, dove è da ammirare molto la correttezza del disegno, la originalità della linea, e la sobrietà del colorito.

 

"L'Angelus Domini"; "Il guado"; "Il Viatico portato a traverso la macchia"; "L'incontro" ed altri da cui spira un sentimento grande ed una verità squisita, hanno riportato sempre gli elogi degli intelligenti e dei critici e premi ovunque furono esposti. "Alla Messa" e "La Processione del Corpus Domini" altri due quadri di costumi campagnoli, sono osservabili non tanto per l'eccellenza dell'insieme e del colore, quanto per il bizzarro modo con cui l'artista ha tagliato il quadro. "Mater dolorosa", bella composizione rappresentante una donna con due bambini sulle ginocchia, è un pezzo di pittura notevole per la severa fattura e per il colorito efficace. "Le Macchiaiole del Tombolo" ove ha dipinto le donne alla fatica sotto il loro grosso fardello di legna, ma robuste, svelte e vivaci, In mezzo ad una campagna severa e triste, piacque molto a Venezia nel 1887, per la realtà della scena e l'accurata e bella esecuzione.

 

Lungo sarebbe l'enumerare tutte le altre opere del Gioli, che fra i pittori toscani è uno dei più caratteristici ed infaticabili. Egli ha trattato il ritratto e ne abbiamo veduti alcuni di grandezza naturale veramente splendidi. Il "Ritratto" di sua moglie, quello di "Diego Martelli", stanno a provare la di lui valentia anche in tal campo dell'arte. Non parliamo poi dei molti "Studi di figura" e "Paesi presi dal vero", alcuni dei quali di un valore incontrastato e portanti tutti un'impronta speciale, che li distingue da qualsiasi altro lavoro della scuola toscana. Ricordiamo tra i suoi lavori esposti Carlo Emanuele I di Savoia e l'Ambasciatore di Spagna, l'Angelus Domini della mattina, Alla messa, In Primavera - campagna pisana, La mietitura del grano, La spigolatura dell'uva, Al bosco - inverno (colline pisane), Passa il viatico, Fiori di campo, Passa la processione - vita tranquilla - tipi toscani, trasporto d'abeti.

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