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FRANCESCO RAIBOLINI DETTO IL FRANCIA pittore

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Pittore
Francesco
Raibolini detto il Francia

Zola Predosa o Bologna 1450 – Bologna 1517

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Biografia

Stima dipinti e valutazione opere antiche di questo pittore.

La tavola di cm. 49,5x39 (collezione privata, Roma), in buono stato di conservazione, raffigura la Madonna con il Bambino in un paesaggio. La Vergine è rappresentata a tre quarti di busto e tiene tra le sue braccia Gesù Bambino, nudo, seduto su un cuscino di velluto cremisi a filature dorate. Gesù ha nella mano destra un rosario mentre con la mano sinistra porge alla Vergine una rosa. La composizione è ben bilanciata e racchiusa nella geometria del nucleo familiare, pur nella contrapposta disposizione delle teste della Vergine e del Bambino, l’una volta verso sinistra, l’altra girata verso destra, e negli sguardi rivolti in lontananza.

La tavola riprende da vicino, sebbene con alcuni cambiamenti, un modello realizzato dal pittore bolognese Francesco Raibolini, noto come il Francia (Zola Pedrosa –Bologna 1450 – Bologna 1517), intorno al 1515, oggi presso la Kress Foundation. Nella tavola della Kress Foundation, la Vergine sorregge il Bambino con una mano e gli carezza gentilmente il piede con l’altra. Il motivo dell’iconografia della Vergine che accarezza il piede del Bambino è tipico della produzione pittorica di Raffaello (si veda ad esempio la Madonna Solly Gemäldegalerie di Berlino o la Madonna dell’Impannata), pittore caro al Francia e al quale, come narra anche Giorgio Vasari nella Vita di Francesco Francia Bolognese de Le vite dei più eccellenti pittori scultori et archi tettori (Firenze 1550 e 1568), egli dovette guardare nella seconda parte della sua vita.

La composizione della presente tavola è speculare rispetto a quella della Kress Foudation e include alcuni significativi cambiamenti dell’iconografia soprattutto nella figura del Bambino. Mentre nella Madonna della Kress Foundation il Bambino tiene con una mano un pettirosso e con l’altra mano gioca con il velo trasparente della Vergine, in questa egli ha il rosario e una rosa. La tavola di Francia alla Kress Foundation fu il modello non solo della presente tavola ma dovette godere di grande fortuna. Essa è stata ripresa con leggere varianti in numerose opere eseguite dai membri di quella ricca bottega, di cui anche fa menzione Vasari nelle sue Vite, che Francia costituì a Bologna all’inizio del Cinquecento e di cui fece parte anche il figlio Giacomo. Una di queste varianti, oggi conservata presso la Galleria Borghese (I Dipinti, 1959, num. 50), è la versione più vicina a quella realizzata nella presente tavola e sulla base della quale si possono identificare con precisione le varianti iconografiche e spiegarne i ripensamenti. Nella tavola la mano del bambino con la rosa è una interpretazione del gesto del battesimo della tavola della Galleria Borghese. I ripensamenti emersi dalla recente pulitura del quadro sono anche visibili nella mano sinistra del bambino, che nella prima versione doveva essere spostata avanti e avere il dito più steso, come nella mano sinistra della Vergine che tiene con dita ripiegate il corpo del bambino.

Il disegno del volto della Vergine e del Bambino è accurato, specialmente se visto al confronto con la resa delle mani e dei piedi. La rigida geometria dell’ovale degli occhi della Vergine, la linea del sopracciglio che si congiunge al profilo del naso, e la sagoma abbondante del corto labbro inferiore, rispecchia la tipologia dei volti del Francia, ed in particolare di suo figlio Giacomo, informati sulle forme idealizzate dei primi volti perugineschi di Raffaello. Il volume delle figure nello spazio indica nella realizzazione una buona mano capace di realizzare le trasparenze del velo che incornicia i capelli e il collo della Vergine e il chiaroscuro delle pieghe della veste rossa e del mantello dal filo d’oro. Il caratteristico cielo solcato da nubi arrossate dalla luce del tramonto è rintracciabile nel Compianto sul Cristo Morto della Galleria Nazionale di Arte Antica di Roma attribuito al figlio del Francia, Giacomo (Galleria Nazionale d’Arte Antica. Palazzo Barberini, i dipinti. Catalogo sistematico, 2008, p. 203). La morbida coloritura dell’incarnato del Bambino e la potente invenzione dei toni scuri del paesaggio che fa da sfondo al gruppo indicano la mano di un dotato allievo del Francia o probabilmente del figlio Giacomo, e collocano la tavola in una datazione intorno alla metà della seconda decade del Cinquecento.

Opere

Raibolini detto il Francia - Madonna col Bambino

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OPERA NON DISPONIBILE

Madonna col Bambino

Tecnica:

Olio su tavola


Misure: cm. 49 x 39

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