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Mostre ed Eventi Galleria Berardi

NEWS: Mostre/Eventi

Data: 04/12/2018

Periodo: 24 gennaio - 23 febbraio 2019
Sede espositiva: Berardi Galleria d'Arte - Roma
Organizzazione: Berardi Galleria d'Arte
Evento: Attilio Simonetti (1843 - 1925). Pittore alla moda e antiquario a Roma

Tra i principali collezionisti e antiquari del suo tempo, Attilio Simonetti (Roma 1843-1925) fu pittore apprezzatissimo nella scena internazionale. Formatosi nella capitale tra l'Accademia di San Luca e l'informale Accademia di Giggi in via Margutta, l'artista si affermò rapidamente negli anni Settanta e Ottanta dell'Ottocento tra Roma, Londra, Parigi e Madrid come l’unico vero allievo di Mariano Fortuny y Marsal, sostenuto dal mercante Adolphe Goupil e ricercatissimo dai collezionisti europei e statunitensi per le sue preziose scene in costume e per le variopinte immagini di folclore locale, realizzate con perizia a olio o ad acquerello. All'acme del successo, che lo aveva visto frequentemente calcare la scena dei Salon parigini, Simonetti drasticamente decise di abbandonare la carriera artistica per dedicarsi al più remunerativo commercio delle opere d'arte, qualificandosi in breve tempo come connoisseur di fama internazionale. La sua raccolta, in cui l'interesse per l'arte europea si affiancava a quello per le manifatture arabo-ispaniche, segnò una nuova linea nel mercato antiquario, mentre il suo studio in palazzo Altemps, allestito come un museo, costituì un modello per molti artisti. Coinvolto nel movimento culturale per la rinascita delle arti applicate e dell'istruzione artistica, che a Roma ebbe il suo esito nella creazione del Museo Artistico Industriale, Simonetti fu inoltre tra gli artisti più impegnati nell'organizzazione del celebre carnevale romano, delle feste degli artisti a Tor Cervara promosse dall’Associazione Artistica Internazionale e delle pubbliche feste capitoline. Nel 1890 l’artista lasciò lo studio di palazzo Altemps e acquistò l’edificio fatto da poco costruire dal principe Baldassarre Odescalchi in via Vittoria Colonna. La Galleria Simonetti diventò uno degli spazi più prestigiosi della città, venne visitata da illustri esponenti dell’aristocrazia e del mondo artistico italiano ed europeo e fu un punto di riferimento fondamentale per i maggiori esperti della scena museale internazionale.

Per la prima volta dalla sua morte, la Galleria Berardi dedica all'artista-antiquario una mostra in cui saranno esposte alcune delle sue opere più significative provenienti dalla collezione degli eredi, a esemplificare alcuni dei temi cardine della sua ricca produzione. Accompagna l'esposizione la prima monografia sull'artista, a cura di Teresa Sacchi Lodispoto e Sabrina Spinazzè, corredata da un ricco apparato bibliografico e iconografico comprendente la pubblicazione delle opere disperse nel mercato internazionale.

Data: 30/10/2018

Periodo: 15 novembre 2018 - 5 gennaio 2019
Sede espositiva: Berardi Galleria d'Arte - Roma
Organizzazione: Berardi Galleria d'Arte
Evento: Vedute di Roma e della sua campagna. Da Hackert a Trombadori

La mostra Vedute di Roma e della sua campagna. Da Hackert a Trombadori intende ripercorrere l'attività dei maestri impegnati a raffigurare la città eterna dalla fine del Settecento alla prima metà del Novecento. Maestri quali Hackert o Labruzzi riprendono la tipica impostazione del vedutismo di matrice illuminista, mentre altri pittori come Martin Verstappen introducono all'inizio dell'Ottocento il metodo di studio compiuto all'aria aperta; lungo il corso del XIX secolo altri pittori, spesso stranieri quali Strutt o Knebel, elaborano un modello di veduta per la ricca clientela borghese di passaggio nella città eterna. All'inizio del secolo si datano invece le sperimentazioni secessioniste di Amedeo Bocchi, quelle divisioniste di Pietro Mengarini come quelle di Francesco Trombadori, già aggiornate sul clima del ritorno all'ordine.

Data: 06/09/2018

Periodo: 20 settembre - 27 ottobre 2018
Sede espositiva: Berardi Galleria d'Arte
Organizzazione: Berardi Galleria d'Arte
Evento: Cleto Luzzi (1884 - 1952). Un pittore romano alla corte del Re del Siam

Cleto Luzzi appartiene a quella ancora oggi nutrita categoria di artisti vissuti tra Otto e Novecento caduti nell’oblio e dimenticati dalla critica. Tale assunto appare per certi versi paradossale se si considera che, durante la sua carriera, Luzzi non solo riuscì a guadagnarsi importanti commissioni e riconoscimenti ma, dal 1929 al 1932, ebbe il privilegio di diventare pittore ufficiale del Re del Siam. Formatosi a diretto contatto con la cultura accademica tardo ottocentesca, Luzzi studiò all’Istituto di Belle Arti di Roma sotto la guida di due maestri d’eccezione: Francesco Jacovacci e Giulio Aristide Sartorio. Dal primo recepì una certa indulgenza verso il bozzettismo, ben visibile, ad esempio, nei giovanili dipinti e acquerelli “di genere” ambientati nel Settecento più lezioso e rococò. Da Sartorio, invece, apprese le tecniche necessarie per la corretta esecuzione dell’arte decorativa monumentale, settore questo che Luzzi frequentò spesso e con notevole successo. Specializzatosi presto nella decorazione di edifici di culto della Capitale, nel 1914 affrescò la chiesa di San Nicola de’ Prefetti adottando un corretto, ma poco originale, classicismo. Con la stessa impostazione realizzò poi numerose pale d’altare (ad esempio in San Claudio, in San Giuseppe a Capo le Case, nella chiesa di Santa Maria Margherita Alacoque, presso Sant’Eusebio e, ancora, nella cappella del Preziosissimo Sangue al Verano dove nel 1940 dipinse la Via Crucis). Un evidente cambio di registro appare invece nelle tele eseguite in Oriente (Siam, Cambogia, India, Indocina, Birmania). Una volta trasferito a Bangkok con la carica di direttore della Reale accademia di Belle Arti e di pittore di corte (1929), Luzzi sembrò come aprirsi alle sperimentazioni. Il tono tradizionalista e oleografico delle opere realizzate in patria cedette infatti il passo ad un linguaggio più libero, costruito su ricercati cromatismi e su agili pennellate rese alla maniera divisionista. Con un approccio a volte molto personale, a volte stereotipizzato sui canoni dell’orientalismo, Luzzi dipinse templi, monumenti locali, affascinanti visioni naturalistiche e anche esotiche “istantanee” di vita quotidiana. Se in India non rinunciò a ritrarre un disinvolto incantatore di serpenti, in Cambogia fu attratto dalle rovine di Angkor Wat e, con lirismo e sensibilità coloristica, realizzò una suggestiva veduta del complesso di templi al tramonto. La luce d’oriente, certamente, ebbe un ruolo cruciale per l’apertura di Luzzi a un naturalismo più intimo e ricercato; tuttavia, i dati formali del citato quadro Angkor Wat (1930), fanno intendere quanto l’artista già a Roma dovette aver meditato sulla pittura di paesaggio ad esempio di Enrico Coleman e del suo maestro Sartorio. Benché dotato di un notevole talento, Cleto Luzzi fu presto, ingiustamente, dimenticato. Dopo la sua scomparsa, una serie di mostre retrospettive (organizzate nel 1956 presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma e il Collegio Nazareno, nel 1958 presso il Circolo di Forestieri di Sorrento) non bastarono a mantenere in auge il nome del pittore.

Manuel Barrese

Data: 26/02/2018

Periodo: Dal 15 marzo al 28 aprile 2018
Sede espositiva: Berardi Galleria d'Arte
Organizzazione: Berardi Galleria d'Arte
Evento: Attilio Selva, Sergio Selva - Dentro lo studio

La mostra indaga con uno sguardo inedito e trasversale l’universo creativo dello scultore Attilio Selva e di suo figlio Sergio, pittore, freschista e mosaicista, attraverso una selezione di sculture, dipinti, disegni e bozzetti – molti dei quali inediti – provenienti direttamente dai loro studi. Oltre a soffermarsi sugli episodi di tangenza tra i percorsi artistici dei due, l’esposizione pone in dialogo le loro diverse personalità, unite non solo dalla comune frequentazione del cenacolo di Anticoli Corrado, ma anche dalla predilezione per un’arte elegante e di ricerca, non dimentica della tradizione dei maestri. Figura di assoluto rilievo nel panorama artistico italiano della prima metà del Novecento, Attilio Selva nacque a Trieste nel 1888. Il suo percorso si snodò per oltre cinquant’anni di attività, e attraversò molte stagioni artistiche: dal simbolismo ad un classicismo intimamente vissuto, fino alla produzione monumentale degli anni Trenta e del secondo dopoguerra, interpretati in una tensione costante tra il sentimento del moderno e le suggestioni dell'antico. Sin dai suoi esordi – si pensi alla Secessione romana del 1915 – tutta la sua opera è caratterizzata da una continua ricerca della bellezza della forma, sostenuta da un'impeccabile abilità tecnica largamente riconosciuta e ammirata dai suoi contemporanei. Alla felice e fresca inventiva dei bozzetti, realizzati per varie commissioni o come esercizi di libera immaginazione, sono affiancate in mostra alcune tra le opere più famose degli anni Venti. Insieme a Ritmi, capolavoro presentato per la prima volta alla Biennale di Venezia del 1922, sarà esposto il gesso originale di Primula e alcuni ritratti che figurano oggi in collezioni pubbliche, fra cui la notevole testa di Claudio. Mentre Attilio indirizzava la sua scultura verso l’ideale classico di bellezza, il figlio Sergio, in una sorta di rifiuto non polemico, se ne distanziava completamente, concentrandosi con sempre maggiore attenzione sui nuovi linguaggi della pittura e al contempo sul recupero delle tecniche antiche del mosaico e dell’affresco. Lavorò per tutta la vita a grandi cicli musivi e affreschi per importanti istituzioni (si pensi all’arazzo dello scalone d’onore della Farnesina, o il grande mosaico della Chiesa di Santa Maria Consolatrice), portando contemporaneamente avanti con entusiasmo instancabili ricerche pittoriche che lo condussero dal tonalismo della scuola romana ad una sintesi tendente all’astrazione del tutto personale. La sua presenza alle più importanti esposizioni italiane – alle quali esordì nel 1934, a soli 15 anni – fu costante: dalla Biennale di Venezia (1936, 1938, 1940, 1956) alla Quadriennale romana (1935, 1939, 1959, 1972), passando per le più influenti gallerie private, dove espose alcune delle opere oggi riproposte dalla Galleria Berardi.

Data: 15/01/2018

Periodo: 10 - 18 febbraio 2018
Sede espositiva: Quartiere Fieristico Modena Fiere, via Virgilio 70 – 41123 Modena
Organizzazione: Modena Fiere
Evento: Modenantiquaria XXXII Mostra di Antiquariato

Berardi Galleria d'Arte presenterà a Modenantiquaria 2018 alcune opere legate al territorio, frutto di recenti riscoperte: l'affascinante Graziosa di Gaetano Bellei, legata al gusto dell'arte alla moda internazionale, un raro dipinto di Gaspare Landi, raffigurante Gesù tra i dottori nel tempio, ed infine l'importante tela di Daniele De Strobel, Prima della processione. Quest'ultimo può essere considerato uno dei massimi capolavori del pittore parmense; fu presentato prima all'Esposizione Nazionale di Torino del 1898 e successivamente nella retrospettiva monografica tenutasi a Milano presso la Galleria Pesaro nel 1930. Tra gli inediti presentati inoltre, Allegoria marina di Antonio De Val, La meraviglia di Gigi Supino e il capolavoro del siciliano Dario Querci, Il barone De Hubner entra nel Palazzo di Mikado a Kyoto.

 
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Galleria Berardi - Arte dell'Ottocento e del primo Novecento

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