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Mostre ed Eventi Galleria Berardi

NEWS: Mostre/Eventi

Data: 15/01/2018

Periodo: 10 - 18 febbraio 2018
Sede espositiva: Quartiere Fieristico Modena Fiere, via Virgilio 70 – 41123 Modena
Organizzazione: Modena Fiere
Evento: Modenantiquaria XXXII Mostra di Antiquariato

Berardi Galleria d'Arte presenterà a Modenantiquaria 2018 alcune opere legate al territorio, frutto di recenti riscoperte: l'affascinante Graziosa di Gaetano Bellei, legata al gusto dell'arte alla moda internazionale, un raro dipinto di Gaspare Landi, raffigurante Gesù tra i dottori nel tempio, ed infine l'importante tela di Daniele De Strobel, Prima della processione. Quest'ultimo può essere considerato uno dei massimi capolavori del pittore parmense; fu presentato prima all'Esposizione Nazionale di Torino del 1898 e successivamente nella retrospettiva monografica tenutasi a Milano presso la Galleria Pesaro nel 1930. Tra gli inediti presentati inoltre, Allegoria marina di Antonio De Val, La meraviglia di Gigi Supino e il capolavoro del siciliano Dario Querci, Il barone De Hubner entra nel Palazzo di Mikado a Kyoto.

Data: 20/11/2017

Periodo: 30 novembre 2017 - 13 gennaio 2018
Sede espositiva: Berardi Galleria d'Arte - Corso del Rinascimento, 9 - Roma
Organizzazione: Berardi Galleria d'Arte
Evento: Roma nell'Ottocento. Antiche memorie nella città eterna e nella sua campagna

Sin dalla fine del Settecento Roma e i suoi dintorni vennero esplorati palmo a palmo da una vasta schiera di pittori di rilievo, per lo più stranieri. La motivazione va ricercata nella “densità di memoria” che sopravviveva nella città eterna e nella sua campagna, unico luogo dove il paesaggio “può essere trattato grandiosamente [ … ] per la qualità degli Arbori sempre verdi, per la bellezza del cielo, per la maestà delle antiche rovine, che formano e nobilitano i punti di vista” (G. Tambroni 1814), alimentando di fatto l'immaginazione dei pittori. La mostra attuale esplora appunto queste “antiche memorie” raffigurate dai pittori dell'ottocento lungo il loro girovagare in cerca di ispirazione per Roma e i suoi dintorni. Tra gli autori presentati notevole la presenza di stranieri: il pittore svizzero Franz Knebel, l'olandese Carel Max Quaedvlieg, il tedesco Carl Wuttke, l'inglese Arthur John Strutt, il francese Jean Joseph Xavier Bidauld, il danese Frederik Christian Lund e il polacco Henrik Cieszcowski, mentre tra gli italiani ricordiamo Pio Joris e Francesco Raffaele Santoro, Pietro Sassi e Vincenzo Giovannini.

Data: 16/06/2017

Periodo: 23 SETTEMBRE / 1° OTTOBRE 2017
Sede espositiva: Palazzo Corsini - Firenze
Organizzazione: Biennale Antiquariato Firenze
Evento: BIAF 2017 - Biennale Internazionale dell'Antiquariato di Firenze - 30a Edizione

La Galleria Berardi sarà presente alla trentesima edizione della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze che si terrà a Palazzo Corsini dal 23 settembre al 1 ottobre 2017.

Presenteremo una mostra dedicata alla scultura del primo Novecento dal titolo "10 sculture. Tradizione e modernità tra le due guerre", con opere provenienti da importanti collezioni, e alcune opere rappresentative di Ippolito Caffi, Karl Brullov, Arturo Noci, Plinio Nomellini e Giulio Aristide Sartorio.

Data: 22/03/2017

Periodo: Dal 4 maggio 2017 al 10 giugno 2017
Sede espositiva: Roma – Galleria Berardi
Organizzazione: A cura di Matteo Piccioni
Evento: Renato Tomassi (1884-1972). Dalle secessioni al realismo magico

Autodidatta, scrupoloso osservatore e abile disegnatore, ritrattista di successo dei membri della colonia tedesca residente nella Capitale, Renato Tomassi ha rappresentato la personalità che meglio di ogni altra ha incarnato la passione per la cultura secessionista mitteleuropea che contraddistinse la Roma del primo Novecento. Considerato il principale seguace romano dei tedeschi Otto Greiner e Sigmund Lipinsky, Tomassi prese da questi gli spunti per costruire, all’inizio del secolo, un linguaggio personale caratterizzato da tensione lineare e lucida capacità analitica del tutto originale; sebbene distante dai movimenti d’avanguardia, egli si dimostrò tuttavia un elemento importante di quel tessuto connettivo che, con lo sguardo rivoltò al di là delle Alpi, costituì uno dei terreni di elaborazione dei linguaggi più avanzati. All’indomani della Grande Guerra, l’artista divenne poi uno dei più richiesti ritrattisti romani – il Ritratto di Irene Ibsen (collezione privata), nipote del celeberrimo drammaturgo norvegese, esposto alla prima Biennale romana nel 1921, ne rappresenta uno dei punti più alti – genere che portò avanti assieme a soggetti più intimi e privati, a paesaggi della campagna romana, fino anche a opere pubbliche, la più nota delle quali è la decorazione a mosaico della chiesa di San Roberto Bellarmino, a Roma. La selezione di opere esposte alla Galleria Berardi, alcune inedite, danno conto dell’evoluzione stilistica e personale dell’artista romano, dai ritratti a china e pastello del primo quindicennio del Novecento carichi di echi tedeschi e mitteleuropei (ne è un esempio tardo Attendendo gli aeroplani austriaci, 1917), fino a giungere ai lavori della maturità, i quali viaggiano sul doppio binario di una pittura pastosa e materica che caratterizza i dipinti realizzati a Capri nel 1923 (La terrazza e Finestra a Capri) e di un linearismo animato da colori chiari e brillanti tipici dei ritratti in interni degli anni Venti e Trenta, in cui il tempo sembra sospeso, quasi una interpretazione personale del contemporaneo Realismo magico (Mia moglie, 1926 e Ritratto di Andrea, 1932). Una piccola sezione della mostra è dedicata anche alle opere eseguite dopo il trasferimento in Germania nel 1936, dove l’artista rielaborò in modo personale, con pennellate sfatte e colori saturi, motivi e stilemi dell’espressionismo tedesco. Al centro dell’esposizione emergono i due ritratti di attendenti realizzati da Tomassi nel 1917 (Il mio attendente e In posa) quando era ufficiale durante la guerra, a Trento, che dimostrano, nella composizione fotografica e nella libertà della pennellata, una grande capacità dell’artista di reinventarsi continuamente. AncoraLa mostra è accompagnata da una monografia di Matteo Piccioni, con un'introduzione di Cinzia Virno, che ripercorre criticamente l’intera parabola artistica di Tomassi puntando sulla contestualizzazione del suo lavoro e valutando – oltre l’evoluzione stilistica – le relazioni artistiche e culturali del pittore, le principali influenze, le esposizioni e la ricezione critica, al fine di far emergere la sua posizione tra i protagonisti del Novecento romano.

Data: 11/01/2017

Periodo: Dal 2 febbraio 2017 al 4 marzo 2017
Sede espositiva: Galleria Berardi - Roma
Organizzazione: A cura di Gianluca Berardi
Evento: Viaggio in Oriente nella pittura dell'Ottocento. Il fondo Leonardo De Mango e altri maestri

Il fascino del mondo occidentale per l'Oriente subisce in Italia una profonda accelerazione con il XIX secolo: prima la diffusione della tematica filo-ellenica, si pensi a I profughi di Parga di Francesco Hayez (1826), quindi l'attività pionieristica di grandi artisti viaggiatori come Carlo Bossoli, che nel 1851 è in Marocco, o Ippolito Caffi, che nel 1855 si dirige in Persia, e infine il dilagare della moda orientalista in seguito all'apertura del Canale di Suez (1869). A questo punto il tema esotico diviene quanto mai attuale e richiesto dal mercato anche grazie allo strepitoso successo internazionale di un artista specializzato in questo filone quale Mariano Fortuny che, pur essendo spagnolo, aveva scelto Roma come città prediletta. I successivi “diari di viaggio” di Edmondo De Amicis Marocco (1876) e Costantinopoli (1877), editi da Treves con le accurate illustrazioni di Cesare Biseo e Stefano Ussi, contribuiranno a rendere popolare questa sorta di novello Grand Tour verso Oriente. Un Oriente misterioso e sconosciuto che diviene in questi anni fonte di ispirazione per musicisti, architetti, pittori e letterati che attingono spesso e volentieri alla loro fantasia per ricreare le descrizioni di un mondo lontano: paesaggi desertici attraversati da carovane, magnifici palazzi moreschi, harem dove sinuose odalische danzano per i loro sultani o schiave denudate per l'imminente vendita. Un vero e proprio viaggio in Oriente trasposto in pittura è riproposto in occasione di questa mostra a partire da due opere dal formato monumentale che restituiscono bene le luci e i costumi d'Oriente: la Carovana nel deserto di Ippolito Caffi e l'Odalisca di Pietro Morgari. Tra le altre opere presentate ricordiamo la Testa di arabo di Giuseppe Bezzuoli, Il mercato in Tunisia di Hermann Corrodi, Il venditore di tappeti di Giulio Rosati, I fiori dell'Harem di Emilio Magistretti che fa il verso a una celebre opera di Hayez. A parte va considerata la presenza in mostra del fondo ereditario di Leonardo De Mango, uno dei protagonisti, assieme a Fausto Zonaro, tra XIX e XX secolo a Istanbul. La ventina di opere raffiguranti vedute della natia Bisceglie e scene ambientate in oriente provengono dallo studio dell'artista e alla sua morte passarono in custodia al Consolato generale d'Italia in Istanbul. In seguito il Console Generale Mario Canino le mise in vendita e furono acquistate da un Regente consolare e da lui passarono agli eredi. I dipinti di Leonardo De Mango, un maestro che lavorò più di cinquanta anni nel suo studio a Costantinopoli, rappresentano esemplarmente tutto il magnetismo che l'Oriente poté esercitare sui pittori italiani.

 
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Galleria Berardi - Arte dell'Ottocento e del primo Novecento

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