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News: ANTONIO MANCINI - Il piccolo scultore

ANTONIO MANCINI - Il piccolo scultore

Data: 29/12/2015

ANTONIO MANCINI - Il piccolo scultore

Il dipinto noto con il titolo Il piccolo scultore, realizzato ad olio su carta applicata su tela, può essere datato attorno al 1895 sulla base del confronto stilistico con alcune opere realizzate da Antonio Mancini tra gli anni ottanta e novanta dell'Ottocento, in particolare quelle raffiguranti soggetti analoghi. La superficie pittorica rivela le tracce della cosiddetta "graticola", un complicato sistema elaborato dall'artista alla fine degli anni ottanta: esso consisteva nell’utilizzo di due telai di grossi fili di cotone, spesso dalla trama disordinata, posti a grande distanza tra loro, uno davanti all’oggetto da raffigurare, l’altro direttamente sulla tela. Mancini se ne serviva per assicurare ai propri dipinti i giusti rapporti di proporzioni, soprattutto per ciò che concerne i ritratti: tuttavia, nel lasciarne in evidenza le tracce, l'artista attuava una vera e propria operazione concettuale, ritenuta all'epoca stravagante e al contempo sintomatica di una personalità geniale. Nell'uso della graticola si può leggere infatti la concretizzazione tecnica della visione poetica di Mancini e della sua arte, solo in apparenza caotica ed estemporanea, ma in realtà sempre profondamente ponderata e mai affidata alla casualità. Ciò era certamente ben chiaro alla committenza del suo tempo, così come alla critica, soprattutto quella internazionale: si ricordi, in tal senso, l'imponente Ritratto della Signora Pantaleoni (1894) oggi nelle collezioni della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, vincitore di medaglia d'oro all'Esposizione Internazionale di Monaco del 1905, in cui i segni della graticola si mostrano in tutta la loro evidenza.
Il tema del piccolo scultore si collega ad una serie di dipinti che Mancini realizzò in tutto il corso della sua lunga carriera, in particolare tra gli anni ottanta dell'Ottocento e il primo decennio del Novecento. L'opera, infatti, rivela alcune analogie con due celebri dipinti databili alla metà degli anni ottanta conservati al Museo Mesdag dell'Aia, ovvero Il ragazzo con statuetta e Il piccolo antiquario, in cui le figure dei fanciulli sono associate a sculture. Il successo riscosso da questa iconografia portò l'artista a riproporla raffigurando anche personaggi adulti, come nell'olio noto col titolo The maker of figures, datato anch'esso al 1895 circa e conservato presso la Hugh Lane Gallery di Dublino (dove fu donata nel 1904 dal pittore John Singer Sargent), o ancora The seller of statues (ripr. in U. W. Hiesinger, Antonio Mancini: Nineteenth-Century Italian Master, Philadelphia 2007, tav. 26, p. 55).
Il piccolo scultore è caratterizzato da toni pacati e sobri, spezzati solo da un guizzo di rosso carminio ai piedi della statua, richiamato nei delicati tocchi di colore puro che accendono le labbra e le gote del fanciullo. L'eleganza della composizione e della misurata scelta cromatica sono sintomatici di un'avvenuta maturità nel linguaggio pittorico di Mancini, il quale, proprio a partire dagli anni novanta dell'Ottocento, si imponeva nel panorama artistico internazionale come uno dei più originali e apprezzati interpreti della pittura di figura.


Manuel Carrera

Loghi Associazione Antiquari d'Italia e CINOA

Galleria Berardi - Arte dell'Ottocento e del primo Novecento

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