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News: Press

Data: 05/05/2016

Periodo: 5 maggio - 11 giugno 2016
Evento: Il giornale dell'Arte: "Quella processione rivoluzionaria"

La mostra “Michetti - La luce e il segno” presenta al pubblico un importante insieme di opere del maestro abruzzese, oltre ottanta, in cui è evidente il percorso dalla pittura di luce del primo periodo alla ricerca dell'essenza della forma tipico dell'ultimo. A rappresentare il Michetti giovanile è forse il suo quadro più importante La Processione del Corpus Domini a Chieti, mentre i passi successivi sono ben esplicati da un significativo nucleo di opere, in gran parte provenienti dal fondo ereditario dell'artista. Da sottolineare la presenza in mostra del Corpus Domini, dipinto presentato con clamore in occasione dell’Esposizione Nazionale di Napoli del 1877 ed entrato a far parte in breve della prestigiosa collezione dell’Imperatore di Germania: senza dubbio è uno dei quadri più importanti e significativi del secondo Ottocento in Italia. Con quest'opera l’autore prendeva la leadership dell’emergente scuola partenopea e ne influenzava per un decennio gli orientamenti, con ripercussioni in tutte le scuole regionali. Michetti, omaggiato Domenico Morelli con il riferimento alla Madonna della Scala d'oro nella figura centrale e assimilata con acutezza la lezione giapponista di Mariano Fortuny, conquistò pubblico e critica, pur tra le inevitabili polemiche. E’ il critico d’arte, nonché pittore, Francesco Netti, ad individuare alla perfezione le qualità del dipinto: il “vero progresso” consisteva nell’eliminazione di quella “tinta-base” che “smorza”, “avvelena”, “ed abbassa insensibilmente tutta la intonazione del quadro”. Nell'opera predominano “i colori chiari e freddi” ad imitazione della pittura giapponese, che procede appunto per “toni locali ed interi” e con un comporre piatto che annulla la profondità prospettica. Ecco fondato, agli occhi di Netti, l’Impero del bianco, una nuova pittura di luce, esemplata sulla lezione di Fortuny, che rinnova di fatto la pittura italiana sulla scia del naturalismo internazionale. Allorché Michele Uda, altro scrittore d’arte di posizioni conservative, si scagliò contro la nuova tendenza pittorica accusandola di “intenzionismo” e di “impressionismo”, non si è lontani dalle celebri critiche lanciate da Louis Leory con l'articolo la “Mostra degli Impressionisti” pubblicato sul Charivari del 25 aprile del 1874. E questa operazione rivoluzionaria viene compiuta da Michetti nel Corpus Domini con una facilità - scriveva Netti che la difficoltà del creare in genere fa soffrire l'artista mentre al maestro abruzzese “fa godere” - che in questa occasione espositiva è nuovamente sotto gli occhi di tutti.

Data: 10/03/2016

Periodo: Marzo 2016 - n. 362
Evento: Il Giornale dell'Arte - Vagnetti tra '800 e '900

A distanza di più di dieci anni ritorna a Roma e ad Anghiari una mostra monografica su Fausto Vagnetti (1876 - 1954). Dopo la presentazione presso la Galleria Berardi di Roma le opere verranno esposte ad Anghiari, presso il Museo della Battaglia e di Anghiari, in sostanza ripercorrendo a ritroso quello che era stato il percorso di una vita del maestro toscano. Infatti Vagnetti non taglierà mai il cordone ombellicale con la città natale e continuerà ad essere ispirato sia da Roma, dove attinse alle esperienze culturali della Seccessione determinanti per il suo stile, e da Anghiari, luogo ideale per ritrovare l'ispirazione per la sua arte. La presentazione di questo corpus importante di opere vuole finalmente restituire a Vagnetti il ruolo di pittore d'avanguardia, da tempo quasi dimenticato, nel clima secessionista romano, accanto a maestri più noti quali Camillo Innocenti, Arturo Noci ed Enrico Lionne.

Data: 26/02/2016

Periodo: Dal 03 Febbraio 2016 al 05 Giugno 2016
Evento: Il Simbolismo. Arte in Europa dalla Belle Époque alla Grande Guerra

Luogo: Palazzo Reale, Milano

Curatori: Michel Draguet, Fernando Mazzocca, Claudia Zevi

“Il Simbolismo. Dalla Belle Époque alla Grande Guerra” è una grande mostra che si inserisce in un preciso programma che Palazzo Reale dedica all’arte tra fine Ottocento e inizio Novecento e che ha già visto l’inaugurazione di Alfons Mucha e le atmosfere art nouveau (fino al 20 marzo 2016).

Promossa dal Comune di Milano-Cultura e prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e Arthemisia Group, la mostra è curata da Fernando Mazzocca e Caludia Zevi con la consulenza alla curatela di Michel Draguet.
Dal 3 febbraio al 5 giugno 2016, le sale di Palazzo Reale proporranno il confronto di oltre 150 opere tra dipinti, sculture e una eccezionale selezione di grafica, che rappresenta uno dei versanti più interessanti della produzione artistica del Simbolismo, provenienti da importanti istituzioni museali italiane ed europee oltre che da collezioni private, rievocando l’ideale aspirazione del Simbolismo a raggiungere un effetto unitario per creare un’arte totale.

Nelle varie accezioni in cui si è manifestato in Europa – dall’Inghilterra alla Francia, dal Belgio all’area nordica, dall’Austria all’Italia – il Simbolismo ha sempre dato un grande rilievo ai miti e ai temi che coincidevano con i grandi valori universali della vita e della morte, dell’amore e del peccato, alla costante ricerca dei misteri della natura e dell’umana esistenza.
Attraverso 18 sezioni tematiche il percorso espositivo evocherà le atmosfere e la dimensione onirica che i diversi artisti desideravano raggiungere per superare le apparenze: il visitatore attraverserà questo periodo passando dalla dimensione onirica di Fernand Khnopff alle ardite invenzioni iconografiche di Klinger, dalle rappresentazioni demoniache di Odillon Redon e Alfred Kubin alle rappresentazioni dei miti di Gustave Moreau, dal sentimento di decadenza di Musil al vitalismo di Hodler, ma anche le suggestioni dei Nabis, le interpretazioni dell’amore di Giovanni Segantini e la magia della decorazione di Galileo Chini.

In mostra sono presenti diverse opere presentate alle Biennali di Venezia che sono state una straordinaria vetrina di confronto internazionale, dove i protagonisti del Simbolismo europeo, come von Stuck, Hodler, Klimt, hanno dialogato con gli italiani. Tra questi vanno segnalati soprattutto Sartorio presente con l’imponente ciclo pittorico “Il poema della vita umana”, realizzato per la Biennale del 1907, quella dove venne allestita la famosa “Sala dell’Arte del Sogno” che ha rappresentato la consacrazione ufficiale del Simbolismo. La mostra si chiude immergendo lo spettatore nell’atmosfera fantastica delle “Mille e una notte”, il ciclo decorativo realizzato da Zecchin alla vigilia della Grande Guerra.

Data: 10/12/2015

Periodo: 07 Novembre 2015 - 21 Febbraio 2016
Evento: HAYEZ

Venerdì 6 novembre 2015 Intesa Sanpaolo inaugura presso le Gallerie d’Italia – Piazza Scala, sede museale della Banca a Milano, Hayez, una grande mostra sul maggiore interprete in pittura del Romanticismo, curata da Fernando Mazzocca, con il coordinamento generale di Gianfranco Brunelli.
Questo nuovo importante evento segue la grande mostra dedicata alla Prima Guerra Mondiale, ospitata presso le tre Gallerie d’Italia di Milano, Napoli e Vicenza fino al 23 agosto, e si inserisce anch’esso nelle attività di Progetto Cultura, articolato piano di interventi promossi dalla Banca che, partendo dalla valorizzazione della proprie collezioni, promuove esposizioni temporanee ed eventi culturali nelle sue tre sedi museali.
Nel rispetto della propria tradizione di partner istituzionale al fianco delle più importanti realtà culturali italiane, Hayez è realizzata in collaborazione con le prestigiose istituzioni milanesi e veneziane intimamente legate alla storia del grande artista: l’Accademia di Belle Arti di Brera, la Pinacoteca di Brera a Milano e le Gallerie dell’Accademia di Venezia.
La mostra rappresenta la più completa e aggiornata esposizione monografica su Francesco Hayez (Venezia 1791 – Milano 1882), a più di trent’anni dall’importante rassegna milanese del 1983, e raccoglie in un’unica sede oltre 100 tra dipinti e affreschi dell’artista, tra i quali tre della collezione Fondazione Cariplo esposti nella permanente dedicata all’Ottocento delle Gallerie di Piazza Scala, La morte di Abradate, realizzato nel 1813, Papa Urbano II sulla piazza di Clermont predica la prima crociata del 1835 e L’ultimo abboccamento di Jacopo Foscari con la propria famiglia, noto come I due Foscari, dipinto tra il 1838 e il 1840 (cfr. www.gallerieditalia.com)

Data: 01/12/2015

Periodo: Dal 27 Novembre 2015 al 14 Febbraio 2016
Evento: Adolfo Wildt (1868-1931). L’ultimo simbolista

La GAM Galleria d’Arte Moderna prosegue con la mostra “Adolfo Wildt (1868-1931). L’ultimo simbolista” il percorso di valorizzazione dei nuclei più significativi delle sue collezioni scultoree. 
 
Dal 27 novembre al 14 febbraio 2016, la mostra – realizzata con la straordinaria collaborazione dei Musées d’Orsay et de l’Orangerie di Parigi - presenta un percorso dedicato alla ricerca dello scultore milanese sulla resa plastica e materica attraverso 55 opere in gesso, marmo, bronzo, accompagnate da una serie di disegni originali e alcune opere a confronto: oltre alla Vestale di Antonio Canova,  opere di Fausto Melotti, Lucio Fontana e Arrigo Minerbi.
 
La mostra intende porsi al centro di un percorso storico-artistico allargato alla città di Milano, che valorizza  tutte le testimonianze wildtiane ancora esistenti attraverso un itinerario tematico diffuso, con visite guidate realizzate in collaborazione con il Touring Club Italiano e appuntamenti di approfondimento condivisi anche con il FAI, Fondo Ambiente Italiano.

Luogo: GAM Galleria d’Arte Moderna di Milano

Sito ufficiale: http://www.gam-milano.com

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